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Gabrielloni: "Cagliari una delle squadre più attrezzate e forti. Daremo battaglia ogni volta che scenderemo in campo”

ESCLUSIVA TC - Gabrielloni: "Cagliari una delle squadre più attrezzate e forti. Daremo battaglia ogni volta che scenderemo in campo”
venerdì 12 agosto 2022, 13:30Primo piano
di Roberta Lai

A un giorno da Como-Cagliari, prima trasferta stagionale per i rossoblù guidati da Fabio Liverani, la redazione di TuttoCagliari.net ha intervistato in esclusiva Alessandro Gabrielloni, attaccante della squadra di Giacomo Gattuso. Le sensazioni del giocatore classe 1994 in vista del match.

Come sta la squadra a pochi giorni dall'esordio con il Cagliari?

“Stiamo bene, sicuramente non siamo contenti per il risultato di Spezia in termini assoluti, ma credo che la partita vada analizzata nel suo totale. Abbiamo lavorato molto questa estate e anche se siamo all’inizio penso di poter dire che siamo pronti”.

Con quali ambizioni iniziate il campionato? L'obiettivo è l'accesso ai play-off o credete di avere le carte in regola per puntare alla promozione diretta?

“l nostro obiettivo ogni anno è quello di migliorarci e crescere attraverso il lavoro. I risultati non arrivano mai per caso ma sono frutto di tanti fattori. Ora siamo mediaticamente un po’ al centro di tutto ma solo noi siamo padroni del nostro destino, sicuramente daremo battaglia ogni volta che scenderemo in campo, poi saranno le partite a dirci cosa ci saremo meritati”.

Come è stato l'impatto di Fabregas nel gruppo?

“Fantastico! È un campione del mondo e uno dei giocatori più forti della storia del calcio, ma allo stesso tempo un ragazzo molto umile e disponibile. Sicuramente la sua esperienza, oltre che alle sue capacità in campo che certo non devo certificare io, ci potranno dare una gran mano”.

Lei ha partecipato alla scalata dalla Serie D alla B. È una figura molto importante all'interno dello spogliatoio e nonostante la folta concorrenza in attacco ha sempre dato un contributo importante. Quest'anno dovrà confrontarsi con gente del calibro di Mancuso, Cerri, Gliozzi e si parla anche del possibile arrivo di Puscas. La concorrenza non la spaventa?

“Non mi spaventa la concorrenza perché a Como c’è un gruppo sano e con dei valori. Sicuramente avere la possibilità di giocare con tanti attaccanti forti è uno stimolo in più. Io sono qui da tanti anni, so da dove arriva il Como e avere la possibilità di competere a certi livelli è una grande conquista per me e i miei compagni. Ce la teniamo stretta consapevoli del fatto che la squadra è al primo posto”.

Il Cagliari si presenta a Como con una difesa ancora da sistemare e molto giovane, complici anche gli infortuni e la squalifica di Altare. Cercherete di approfittarne impostando una gara aggressiva e offensiva?

“Sarà il mister a dirci come giocare. Noi dobbiamo innanzitutto cercare una nostra identità e poi ovviamente adattarci a chi c’è di fronte, consapevoli che ci troveremo di fronte una squadra molto forte”.

Come vede il Cagliari? Pensa possa avere le carte in regola per vincere il campionato?

“Direi che sicuramente è una delle squadre più attrezzate del campionato con tanti giocatori di categoria superiore. Arriva da tanti anni di Serie A e stiamo parlando di una società storica”.

Sabato ritroverà, da avversario, Zito Luvumbo, la rivelazione del precampionato del Cagliari. Come mai, secondo lei, a Como non è riuscito ad imporsi?

“Zito è un bravo ragazzo e un giocatore forte. È ancora molto giovane e lo era ancora di più lo scorso anno. Entrare nei meccanismi tecnico-tattici della Serie B non è semplice, soprattutto quando si è giovani. Sono sicuro però che farà la sua carriera”.

Da Pavoletti a Lapadula, anche al Cagliari non mancano le bocche da fuoco. State preparando accorgimenti particolari per limitare il potenziale offensivo del rossoblù?

“Direi che non solo in attacco, ma in tutti i ruoli ci sono giocatori di primissimo livello. Sicuramente l’attacco è da categoria superiore, ma noi dovremo comunque fare la nostra partita”.

Ha ancora parecchi anni di carriera davanti a sé ma ha già pensato al suo futuro post-calcio laureandosi in Economia. Un domani la vedremo nelle vesti di amministratore delegato? Quale sarebbe la sua ricetta per sconfiggere la crisi che attanaglia il calcio italiano?

“Non ho ancora pensato nel dettaglio al mio futuro, però ci tenevo molto a studiare e prendermi una laurea, per me e anche per la mia famiglia è stata una grande soddisfazione. Non so sinceramente poi come la tradurrò nel concreto una volta smesso di giocare, ancora non ci ho pensato. Per quanto riguarda il calcio italiano credo che non debba essere io a dover dare delle risposte. Quello che posso dire però è che a Como anni fa è iniziato un progetto strutturato, con un obiettivo a lungo termine da raggiungere con un processo di crescita costante attraverso il lavoro e senza l’ossessione di bruciare le tappe. Credo sia un esempio virtuoso in questo senso”.

Si ringrazia Alessandro Gabrielloni per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.