Fazzini a Radiolina: "Siamo partiti bene. ma vogliamo farci trovare pronti alla ripresa"
Il centrocampista del Cagliari Jacopo Fazzini è ospite quest'oggi della trasmissione di Radiolina "Il Cagliari in diretta" per parlare dell'ottima partenza in campionato dei rossoblù.
Le parole di Fazzini
Eri diviso tra calcio e Tennis. Quando ero piccolo giocavo sia a calcio che a tennis, fino ai 12 anni facevo entrambi. Poi il calcio ha prevalso. Quando finisco, mi piacerebbe riprendere. Ogni tanto gioco, ma in modo molto tranquillo. Il mio idolo? Federer
Calcio? E' sempre stata la mia passione più grande. Il Tennis mi piaceva ma è anche uno sport individuale. Poi i miei amici giocavano a calcio e non volevo rimanere indietro. Giocavo d'estate a tennis e d'inverno a calcio. Non ho un idolo in particolare, ma quando ero piccolo guardavo il Barcellona di Xavi, Iniesta e Busquets. Kakà? E' stato uno di quelli che ti fanno innamorare di questo sport. Io spesso cercavo di guardare i centrocampisti per prendere qualcosa da ognuno di loro e lui è uno di quelli. Ho scelto il suo numero di maglia.
Perché il centrocampo? E' il ruolo che mi è sempre risultato naturale fare. Quando sei piccolo e giochi con gli amici, io sono sempre stato lì in mezzo. MI piace stare nel vivo del gioco e toccare tanti palloni. Poi guardando il Barcellona di quegli anni, era impossibile non guardare i centrocampisti.
Cosa hanno in comune Zola e Fazzini? La scelta della 10. E' una scelta di responsabilità. Vorrei prendermi delle rivincite personali e sono pronto a difendere questo numero. Spero di rispecchiare e rispettare le aspettative. Finora sta andando bene. Le prime giornate sono sempre un campionato diverso. Abbiamo fatto un inizio che nessuno si aspettava, ma ci faremo trovare pronti alla ripresa.
Rivincite? E' stato un anno complicato, poi da ottobre in poi ho cominciato a giocare meno e nella seconda parte di stagione ho sempre giocato da subentrato.
Che giocatore è Fazzini? Io mi sento un centrocampista più tecnico, posso giocare come 8 o 10 in fase di possesso. Altre volte ho giocato come play davanti alla difesa. Mi piace giocare in tutti i ruoli in realtà.
Hai detto che vuoi migliorare la fase difensiva. Sta andando bene, il mister mi sta aiutando tantissimo anche facendomi vedere gli errori e dove posso migliorare. Analizziamo molto le cose da migliorare e sicuramente la fase difensiva la devo ancora migliorare, ma con lui lo farò.
Il tuo bisnonno? Era stato un giocatore della Fiorentina e ha segnato il primo gol della storia della Fiorentina. Per i 90 anni ero stato invitato con la mia famiglia. Poi dopo quell'annata lì andò a giocare a Cagliari. Mia mamma mi ha raccontato un po' questo. Quando c'è stata l'opportunità di venire a Cagliari non sapevo ancora di mio nonno. Quando ho fatto il trasferimento in famiglia mi hanno detto che anche il nonno lo aveva fatto.
Impatto con il Cagliari? Quando sono arrivato mi hanno detto "aspettati che anche a ottobre andiamo al mare". Non ci credevo all'inizio, ma è bellissimo. Finisci allenamento e hai tempo per goderti la città. Con queste giornate qua uno cerca di godersi la città e il mare.
Sei laureato? Si in scienze motorie. Mi sono laureato l'anno scorso in triennale. Poi vedrò se proseguire.
La grigliata di oggi con squadra e staff? Il mister ha organizzato questa grigliata. Ci aveva detto che se avessimo continuato a lavorare bene ci avrebbe offerto la grigliata. E' stato un bel momento, abbiamo fatto gruppo. C'è sempre modo di parlare e confrontarci.
Squadra? Sono tutti ragazzi straordinari. Sono stati sempre educati e gentili. Non me lo aspettavo. Conoscevo solo Elia ed Esposito inizialmente e Prati. Inizialmente stavo con loro, ma tempo due giorni e avevo legato con tutti e sembrava fossi qui da anni. Mi sono ambientato nel migliore dei modi.
Vi aspettavate di partire così forte? Sono state partite delicate e importanti, ma ce la siamo giocata a viso aperto con tutti. I punti ce li siamo meritati. Sicuramente il gruppo è unito e sano.
Caso Esposito? Il gruppo è sempre stato la parte forte e anche quando c'è stato quel caso siamo sempre rimasti compatti. Poi ci sono stati gli episodi di Yael, Felici, Maldini, ma siamo rimasti concentrati e uniti.
Juventus? A viso aperto anche contro di loro. Appena rientreranno i nostri compagni delle Nazionali ci compatteremo tutti insieme. Riproveremo a fare risultato come l'anno scorso.
Maldini e Romano in nazionale? Con Dani avevo già giocato ad Empoli ed è un ragazzo eccezionale. Eravamo legati da prima. Anche fuori dal campo è una persona splendida. Anche Ale Romano è un ragazzo umile, che lavora e che ha talento. Sono convocazioni meritate e faccio il tifo per loro. Gli auguro il meglio.
Nazionale? E' un obiettivo che mi tengo, mi stimola durante tutte le partite ed è sicuramente importante. E' un'emozione difficile da descrivere perché penso che sia unica. Quando sei piccolo non te ne rendi neanche conto, ma come cresci ti senti più vicino alla nazionale maggiore e vai a fare competizioni importanti conosci ragazzi che fanno il tuo percorso e te li ritrovi nei club. Mi piacerebbe proseguire con la Nazionale maggiore dopo aver fatto le giovanili.
Dedica pronta per il primo gol con il Cagliari? La prima sarà sicuramente per mia sorella. Il gol è una di quelle cose che mi manca, ti danno consapevolezza e fiducia, ma non la vivo con pressione. Sono sicuro che arriverà e spero il prima possibile. Mia sorella è la mia forza, tutto quello che faccio è per lei.
Pisacane? E' molto meglio di come mi aspettavo, abbiamo stretto subito un legame speciale. Anche fuori dal campo ha saputo subito come prendermi. Penso sia difficile trovare un allenatore così preparato e con così tanti valori.
