JOLANDA DE RIENZO: "Al Napoli regna la confusione. Mancanza di idee chiare e programmazione madre di tutti i problemi. Il Cagliari si chiude e riparte, specie contro le big: domenica match aperto"
Jolanda De Rienzo, giornalista vicina alle vicende di casa Napoli, ci aiuta a entrare nel vivo della sfida in programma domenica pomeriggio all’Unipol Domus. All’indomani della svolta decisa dal presidente De Laurentiis, che ha avvicendato in panchina l’ex tecnico rossoblù Walter Mazzarri col debuttante (in serie A) Francesco Calzona. Anche quest’ultimo, tra l’altro, aveva vissuto una breve parentesi in Sardegna, approdando al Cagliari nel 2020 come vice di Eusebio Di Francesco.
Jolanda, in questo momento al Napoli la confusione sembra regnare sovrana. Come arriveranno i partenopei alla sfida con il Cagliari, che per entrambe le squadre – per diverse ragioni – assumerà un’importanza vitale?
“Credo sia difficile pronosticare quello che accadrà in campo nelle prossime gare, anche perché Calzona ha un curriculum molto particolare: come primo allenatore finora ha guidato solo la Slovacchia. Però va detto che conosce bene i giocatori, perché è stato per tanti anni a Napoli come vice e collaboratore tecnico. Quindi vedremo come si comporterà sulla panchina azzurra.”
Volendo riassumere tutto in un unico concetto, qual è stato il problema principale del Napoli di quest’anno? La squadra ha avuto un rendimento fin troppo distante da quello, peraltro straordinario, offerto nello scorso campionato…
“Direi la mancanza di idee chiare e di programmazione. Fin dal primo giorno di ritiro, fin dall’estate. Anzi, mi spingerei più in là: fin dal mercato invernale dello scorso anno. Dico questo perché tutto si pianifica sempre, almeno, con un anno e mezzo di anticipo. Ci auguriamo che quello di oggi sia veramente il giorno zero da cui ripartire: lo stesso auspicio che avevamo espresso al momento dell’ingaggio di Mazzarri.”
A suo avviso affidare la panchina a Garcia prima e a Mazzarri poi è stato un doppio errore del presidente De Laurentiis?
“Non sono state delle scelte sbagliate in senso assoluto. Sono stati due errori se tu, a questi tecnici, non dai la possibilità di lavorare. Garcia già dal momento della presentazione avrebbe dovuto suscitare dei ragionevoli dubbi, dal momento che disse di non aver mai visto nemmeno una partita del Napoli di Spalletti. Se si voleva dare un segnale di continuità alla squadra, in quell’occasione si sarebbe dovuto capire che i presupposti non erano dei migliori. Così come dalla preparazione estiva e dal modo di lavorare del tecnico francese, che non risultava nemmeno aggiornato rispetto ai metodi di oggi.
Per contro, Mazzarri di fatto non ha mai avuto la squadra al completo. Una volta sposata la sua filosofia, la società avrebbe dovuto lasciargli modo e tempo di insegnare ai giocatori il suo calcio e di fare delle scelte. E il discorso potrebbe ora riproporsi con Calzona, perché nel momento in cui gli fai un contratto con scadenza a giugno non costruisci un progetto a lungo termine, non programmi in prospettiva futura. Vedremo come andrà.”
Proiettiamoci sulla sfida di domenica in Sardegna contro il Cagliari: una gara che, grazie anche al ritorno di Osimhen, potrebbe rilanciare i partenopei. Dall’altra parte, però, c’è un Cagliari più che mai invischiato nella lotta per la salvezza e assetato di punti. Che partita dobbiamo aspettarci?
“Io credo una partita interessante. Il Cagliari - soprattutto contro le big - tende a non giocare a viso aperto, ma a chiudersi in difesa per cercare poi le ripartenze. Ranieri, d’altro canto, è un grande allenatore. Io mi aspetto un match che avrà vari momenti al suo interno, anche perché pure il Napoli non ha una fisionomia di gioco ben precisa. Vedremo quali di questi momenti favoriranno i sardi o i campani.”
