Juan Rodriguez a Radiolina: "Lazio? Dobbiamo fare di tutti per portare punti a casa. Mina grande persona, ha reso tutto più facile"
L'ospite odierno della nuova puntata della trasmissione di Radiolina e Videolina "Il Cagliari in diretta" è il difensore Juan Rodriguez. Tanti gli spunti da affrontare, dal suo percorso in rossoblù al momento vissuto dal Cagliari.
Le parole di Rodriguez
Cosa hai pensato quando ti ha chiamato il Cagliari? Non ho pensato niente, il mio procuratore me lo ha detto e il giorno dopo stavo arrivando qui. Mi hanno detto che tanti uruguayani erano stati qua e si erano trovati bene.
Cosa ti ha colpito di Cagliari? E' una bella città, le persone sono tutte carine e ti salutano sempre. Ti vogliono bene. Questo lo sentiamo e ci fa andare più forte. Italiano? Lo capisco, ma è difficile parlarlo.
Cosa vuol dire per un ragazzo di 20 anni lasciare casa e andare dall'altra parte del mondo? E' difficile, ma è il mio sogno. Io volevo giocare in Europa. Sapevo che si sarebbe alzato il livello e pensavo solo a questo. E' difficile stare lontano dalla famiglia, li vedo una volta l'anno. Ti mancano, ma sono orgogliosi di me e di potermi vedere in tv. Solo questo ti dà più forza.
Il giorno del tuo esordio con il Boston River c'era Cossu che ti studiava. Non lo sapevo, poi mi ha detto che era andato a vedere qualche partita. Il procuratore mi diceva di non prendere giallo nel primo tempo: dopo 12' giallo. Poi al 45' in panchina.
La tua capacità di rialzarti dopo gli errori? Quando ho sbagliato contro il Verona in Coppa Italia era difficile. Ho fatto una buona partita e poi un errore ti segna. Ma noi sappiamo che il nostro esame è di partita in partita e dobbiamo pensare partita dopo partita. La partita può cambiare ogni minuto.
Legami con il Cagliari? Mi trovo bene con tutti, il primo che si è avvicinato è Mina. Sudamericano anche lui, stessa posizione in campo. Ora che è arrivato Kevin Carlos parlo anche con lui. Poi Ze Pedro che capisce lo spagnolo. Ma mi trovo bene con tutti.
Mina? E' una grande persona, vuole sempre aiutare i più giovani e si vede. Conosceva la città, lo spogliatoio. Quando sono arrivato, lui era in Nazionale e io volevo tornare. Mi sembrava troppo difficile. Poi quando è arrivato lui, mi ha preso e mi ha tenuto vicino rendendo tutto più facile.
I nonni? Loro hanno fatto cose incredibili per farmi arrivare dove sono oggi. Devo solo ringraziarli per tutto, ora devo dimostrare tutto. Mi ha detto di stare tranquillo, che loro sono sempre dalla mia parte. E' il mio sogno e devo approfittarne.
Ti senti cattivo in campo? Si, ma so che ho una qualità diversa. Mi piace andare con la palla, trovare il passaggio. E' vero che per il mio sangue uruguayano mi piace andare forte a recuperare la palla.
Esordio in Serie A con la Roma? Volevo far capire al mister fin dal 1' che poteva avere fiducia in me.
Lazio? Sappiamo che è un momento difficile per noi. Abbiamo perso 3 partite consecutive dopo essere partiti forte. Ma sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare e che presto o tardi arriverà una nuova vittoria. Sappiamo che dopo il Monza è cambiato un po' l'animo, ma dobbiamo spingere ancora di più. Con l'anima noi siamo una squadra diversa.
Monza? E' stata una partita difficile. Loro hanno fatto gol, lo abbiamo fatto noi. E' vero che l'atteggiamento è stato diverso rispetto alle gare di prima.
Ancora la Lazio. E' una squadra forte, è prima in campionato, ma dobbiamo fare di tutto per portare i punti a casa.
Diego Lopez? E' un grande difensore. Mi sta vicino e so che posso parlare con lui quando lo voglio. Se ho bisogno di parlare con lui, so che lo posso chiamare e lui risponde. Ho giocato con il figlio in Uruguay.
Esordio in Nazionale? Un orgoglio per me rappresentare i colori della Celeste. Era quello che volevo fin da piccolo. Vestire la maglia dell'Uruguay è incredibile. Nandez? Siamo andati insieme. Mi ha chiesto una maglia da Cagliari. Lui ha fatto bene qua, tutti quelli che lavorano a Cagliari lo ricordano bene.
