Kiliçsoy al Corsport: "Cagliari senza limiti. Pisacane quasi un fratello maggiore. Mi ispiro a CR7, Lautaro e Agüero. Con Yildiz siamo molto amici"
L'attaccante del Cagliari, Semih Kiliçsoy, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Le sue considerazioni:
Sul gol pazzesco al Toro: "È stato un momento molto bello, emozionante, una rete che sento mia in tutto e per tutto. C’è chi dice che faccia solo gol belli? Effettivamente è vero. I compagni sono corsi tutti ad abbracciarmi? Mi sono sentito parte di una grande famiglia fin da subito. Sono uno dei pochi stranieri in un gruppo con molti italiani ma questo aiuta a integrarti più in fretta. Ogni giorno Cagliari mi fa sentire tutto il suo affetto. Con chi ho legato di più? Tutti, dal mister ai compagni, mi stanno dando un grande supporto".
Sulla scelta estiva: "Mi seguiva mezza Europa ma ho scelto il Cagliari? Le impressioni sono state molto positive fin da subito, soprattutto con l’allenatore e il presidente. Questo ha fatto la differenza e ho capito che per me sarebbe stata l’esperienza giusta per crescere".
Su Pisacane: "Lavorare insieme mi ha subito motivato, lui è sempre stato molto diretto con me, mi parla chiaro. Mi dà tanti consigli, è quasi un fratello maggiore, una guida preziosa".
Sulle ambizioni dei rossoblù: "Cosa può fare questo Cagliari? Con questa società, questo gruppo e questo tecnico non ci sono limiti. Ci sono tutti gli ingredienti per toglierci qualche soddisfazione, a partire dalla salvezza che è l’obiettivo principale".
Sul successo con la Juve: "Soddisfazione battere la Juventus del mio amico Yildiz? Ci siamo parlati dopo la partita ma niente sfottò! Abbiamo parlato della gara e della vita in Italia. Ci conosciamo da tanti anni e ci sentiamo spesso, abbiamo un bel rapporto".
Sull'impatto col campionato italiano: "Quello italiano è uno dei campionati più difficili al mondo, per caratteristiche tecniche richieste, per conoscenze che devi avere nelle due fasi. C’è bisogno di tempo per ambientarsi. Se c'è qualcuno che mi ha aiutato nella scelta? Sì, parlo spesso con Inler, il ds dell’Udinese: siamo stati compagni al Besiktas, mi ha dato un po’ di consigli. Per me lui è un punto di riferimento. Io il primo giocatore turco del Cagliari? Un grande senso di responsabilità e anche soddisfazione".
Sulla sfida con la Fiorentina: "Sarà uno scontro diretto, è vero, però allo stesso tempo abbiamo visto com’è andata con la Juve... Mi sento positivo, questa è la mia mentalità: approccio tutte le partite allo stesso modo, sia con una squadra di prima fascia sia con una che sta lottando per la salvezza. A Firenze ritroverò Ndour, mio ex compagno al Besiktas? Siamo stati insieme per poco, non ci sentiamo da un po’ ma c’è un bel rapporto. Vedremo dopo la gara".
Sui paragoni pesanti: "Mi chiamano il nuovo Güler, ma anche baby Agüero? Arda lo conosco, è un grande calciatore ma io sono io. I paragoni lasciano il tempo che trovano: io ho i miei obiettivi, lavoro per me stesso e per il mio miglioramento. A chi si mi ispiro? Cristiano Ronaldo, Lautaro Martinez e anche Agüero".