Mario Frongia: “Cagliari, al Dall'Ara per blindare la salvezza. Ma del Bologna non mi fiderei per niente”

Mario Frongia: “Cagliari, al Dall'Ara per blindare la salvezza. Ma del Bologna non mi fiderei per niente”TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba

Intervenuto nel corso del "TG Sport" di Telesardegna, condotto da Matteo Mereu, il giornalista Mario Frongia ha analizzato la situazione in casa Cagliari, con i rossoblù impegnati domani alle 12.30 a Bologna. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.

Partiamo dalla vittoria contro l'Atalanta, fondamentale in ottica salvezza, forse quella decisiva.

"Probabile, probabile. Come Fabio Pisacane, ha definito una partita epica perché tu vai in vantaggio in maniera sorprendente con un ragazzino del 2007, Mendy, autentica sorpresa in Serie A: solo due prima di lui avevano segnato, risultando alla fine decisivi in termini così ridotti di gara. Dopo, quant'è stato? Una manciata di secondi e poi, dopo sette minuti, fare due reti in Serie A non è mai semplice. Partita decisiva? Potrebbe anche esserlo, perché se il Cagliari batte il Bologna domani e la Cremonese, che è a meno 8, perde, il Cagliari è matematicamente salvo con 4 turni d'anticipo puliti".

Sono otto punti dalla zona retrocessione. Quanto pesa questa vittoria sia per il morale oltre che per la classifica, che chiaramente ha un peso specifico importante?

"Fondamentale, ma poi anche la gara si è messa in modo che la tifoseria ha avuto paura, perché l'Atalanta ha rifatto l'Atalanta dopo una ventina di minuti, dove il Cagliari aveva avuto peraltro anche un'altra importante occasione per consolidare questo 2-0 firmato da Mendy. Però poi loro si sono messi a giocare, hanno iniziato ad alzare un po' i ritmi, la qualità dell'Atalanta non la scopre nessuno, quindi la doppietta di Scamacca ha messo paura al 42' e al 46' del primo tempo: quindi tutto un tempo per fronteggiare una squadra che negli ultimi 12 anni è andata 9 volte a fare le coppe europee. Poi invece eccolo qua che arriva Borrelli, sostituto di Mendy, che ha accusato un problema che probabilmente lo terrà fuori domani al Dallara, e Borrelli ti fa il gol del 3-2. La squadra regge, ha cuore, ha organizzazione, ha buone gambe, l'Atalanta non passa a Cagliari, tra l'altro pregiudicandosi anche la corsa verso le Coppe perché non è adesso più tutta in discesa. E questa è una vittoria che appunto rimane fondamentale in una stagione dove tu hai navigato sempre da quelle parti, quindicesimo, sedicesimo e diciassettesimo posto, però questa è stata la zampata probabilmente che rimarrà decisiva".

Come ti è sembrato il Cagliari a livello mentale e fisico soprattutto?

"Un buon Cagliari, anche da figure alle quali si chiedeva di più, penso a Gaetano e ad Adopo, che ha confezionato il primo assist. Un buon Cagliari, messo bene, consapevole delle proprie possibilità, attento a non concedere a chi può farti male".

Domanda:
Poi ancora una volta la dimostrazione che il Cagliari contro le big riesce a dare qualcosa in più, perché anche questa volta è arrivata una vittoria importante contro una squadra delle zone alte della classifica. Atalanta, Juventus, Roma, sempre alla Domus. Come te la spieghi questa cosa?

"Sono partite che si motivano da sole, la squadra trova grandi interessi a dare il meglio di se stessa. Il gruppo è portato a rispondere senza neanche un grande lavoro, questo l'hanno sempre detto tutti gli allenatori. Sai che hai dietro gli occhi di mezza Italia pallonara, i procuratori ti guardano, ti seguono i direttori sportivi, ci sono rinnovi in ballo. Tutto questo fa sì che le gare con le big siano ovviamente giocate con quel centimetro di attenzione in più.

Ora c'è il Bologna al Dall'Ara. Il Bologna è una squadra diversa rispetto all'anno scorso, che ha avuto forse un'involuzione, perché l'anno scorso comunque si è qualificata in Europa League, quest'anno la qualificazione, come dicevi, alle coppe europee è molto difficile, dipende dalla Coppa Italia. Qualche giocatore sottotono?

"Diciamolo questo, perché cosa succede? Se l'Inter dovesse vincere la Coppa Italia si apre un seggiolino che potrebbe portare al settimo posto la Conference League. Ora c'è l'Atalanta settima, che comunque è distante sei punti dal Bologna, quindi un cammino complicato in campionato. Bologna che ha attraversato diverse fasi negative della stagione, qualche giocatore che non è riuscito a riprendersi e a trovare anche la miglior condizione, penso a Orsolini, penso anche a Castro, comunque non è stato il Castro dell'anno scorso".

Cosa ne pensi di questo Bologna e che Bologna affronterà il Cagliari?

"Intanto non mi fiderei ma per niente, perché al Dall'Ara è vero che hanno perso partite anche importanti, ma il Dall'Ara è sempre uno stadio da cui non si esce facilmente col sorriso e quindi il Cagliari deve andare lì a fare una partita cattivissima, a dimenticare classifica, a dimenticare matematica, a trovare quegli stimoli. E tra l'altro presumo che ci siano tanti tifosi sardi, l'Emilia ha molti emigrati, quindi ci sarà anche questo coinvolgimento emotivo molto forte. Del Bologna, ripeto, non mi fiderei, anche perché ha fatto un campionato in altalena, e io credo che abbiano inciso non poco le voci su Vincenzo Italiano, che è il loro tecnico, dato spesso un po' qui e un po' lì, perché in effetti fa giocare bene le sue squadre. Quindi non mi fiderei".

Però comunque è una partita dall'intensità altissima. Il Bologna è una squadra che ha la linea difensiva alta. Come pensi che possa giocare il Cagliari? In modo aggressivo oppure cercando di contenere le avanzate del Bologna, anche se mancheranno giocatori importanti come Rowe e Cambiaghi?

"Io credo che Bologna farà la partita e cercherà di vincere. Il Cagliari deve modellarsi su quello che accadrà, non abbassarsi mai troppo, stare attenti ai raddoppi, che nell'uno contro uno possono andare via a chiunque. Attenzione nei raddoppi, penso a Orsolini ad esempio, sicuramente a centrocampo ci sarà da fare un gran lavoro e poi provare a colpire appena loro ti danno spazio. Il Cagliari nelle ripartenze non è malissimo, ad esempio il 3-2 nasce da questa incursione di Folorunsho, che dovrebbe trovare spazio perché sappiamo che Borrelli e Mendy non ci sono. Tra l'altro un'altra notizia sul fronte d'attacco è che è stato operato al ginocchio, in artroscopia, dal professor Mariani a Villa Stuart a Roma Leonardo Pavoletti, il capitano. Probabilmente, noi gli auguriamo di tutto e di più, ma probabilmente ha messo la parola fine non alla stagione ma anche alla sua carriera".

Tra l'altro un Cagliari che aveva ritrovato varie scelte in attacco, c'era Borrelli che comunque aveva ritrovato il gol dopo tanto tempo, Mendy, Belotti non ancora in 90 minuti sulle gambe e adesso si ritrova ad essere nuovamente in emergenza in attacco perché Kılıçsoy è un desaparecido, ormai non si vede più in campo.

"Come per tutti i desaparecidos ci si chiede quali siano le vere ragioni. Il tecnico parla di una risposta che è mancata in allenamento, si parla di qualche chilo in più, è chiaro che l'assenza totale, la mancanza di minutaggio dell'attaccante turco richiede riflessioni in più. Però non è il momento e quindi il Cagliari probabilmente riprenderà, per stare al tuo quesito, con la coppia di finti attaccanti, cioè giocherà con due o trequartisti, magari ci sarà Esposito con Folorunsho e poi sistemerà dietro un centrocampo che sarà da combattimento. Immagino Deiola dal primo minuto, che con l'Atalanta è subentrato".

Però il tema Kılıçsoy diventa centrale adesso alla fine della stagione perché ha un riscatto importante qua, bisogna anche capire se esercitarlo o no.

"Adesso è più no che sì, è 70% no, 30% sì. Però da qui a poter ipotizzare cosa accadrà è tutto molto difficile, c'è in ballo la questione stadio, c'è in ballo soprattutto quella che sarà la reale proprietà del Cagliari, quindi gli obiettivi e la visione che portano al prossimo campionato. Però io adesso metterò un chiodo bello secco sulla salvezza".

Anche perché la salvezza è ancora da conquistare. 8 punti sono tanti, la Cremonese giocherà lunedì, il Cagliari quindi avrà la possibilità di portarsi virtualmente in zona salvezza, però bisogna ancora raggiungerla.

"Meglio blindarla, poi dopo si potranno fare tanti ragionamenti. Prima arriva meglio è e poi queste partite in casa devono essere l'occasione per salutare un pubblico che a mio avviso, ma l'hanno notato tutti, è stato davvero fenomenale. Perché il Cagliari ha subito una contestazione con il Sassuolo ma poco altro, quindi il fatto che abbia avuto dietro, come diceva Claudio Ranieri, il soffio della sua gente, del suo popolo, come spesso si abusa in questa affermazione, risulterà alla lunga una variabile di fondamentale importanza per mantenere la categoria".

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