Nicola Riva racconta Gigi: "Il Cagliari ha colmato i vuoti di un 17enne orfano"

Nicola Riva racconta Gigi: "Il Cagliari ha colmato i vuoti di un 17enne orfano"TUTTOmercatoWEB.com
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di Martina Musu
Nicola Riva ricorda il padre Gigi Riva: il legame con il Cagliari, i ricordi dello scudetto e l'omaggio della Treccani.

L'ingresso di Gigi Riva nell'Enciclopedia Treccani rappresenta un riconoscimento importante per la storia del calcio italiano e per il legame indissolubile tra il campione e la Sardegna. A raccontare il lato più personale di Rombo di Tuono è il figlio Nicola Riva, dirigente del Cagliari, che in un'intervista a La Stampa ha ripercorso alcuni ricordi familiari e il rapporto speciale del padre con il mondo rossoblù.

Tra i primi ricordi dell'infanzia ci sono le estati trascorse insieme e un particolare legato alla passione per il pallone: «Le vacanze estive. Dietro casa aveva fatto realizzare un campetto di calcio in erba sintetica. Una grande novità in Italia».

L'inserimento nell'enciclopedia Treccani assume un significato particolare per la famiglia: «È un riconoscimento al valore di nostro padre. La Treccani è un simbolo importante».

Nicola ricorda anche il carattere riservato del padre, poco incline a raccontare le proprie imprese sportive: «Papà parlava pochissimo, non si dilungava. Se poteva evitare il discorso lo faceva. Io sono nato quando lui ha smesso, quindi gli chiedevo dei gol, delle sue vittorie ma era sempre di poche parole».

Il calcio moderno, invece, non incontrava particolarmente i gusti di Gigi Riva: «No. Gli è sempre mancato tanto il gioco dei suoi tempi, ma andando avanti gli piaceva sempre meno, perché si allontanava dal suo ideale, fatto di rapporti diretti».

A infastidirlo erano soprattutto i cambiamenti nel mondo del pallone e la progressiva perdita di alcuni valori: «Vedere il calcio cambiare. Lui è rimasto legato a un periodo in cui i contratti si chiudevano con una stretta di mano o con una firma su una tovaglia di carta. Lui era così, aveva certi principi. Non riconosceva più quello che poi è successo, i continui cambi, i troppi stranieri. Soffriva».

Rapporto tra Riva e il Cagliari

Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda il rapporto tra Riva e il Cagliari. Un legame che, come racconta il figlio, andava ben oltre la dimensione professionale: «È andato al di là del semplice rapporto di amicizia. Lui qui ha trovato una famiglia che gli ha voluto bene e ha colmato i vuoti di un 17enne orfano. Una cosa è lasciare una squadra di calcio, un'altra una famiglia. Non se la sentiva di dire arrivederci e grazie dopo tutto l'affetto che c'è stato. Ha trovato amici e rapporti veri. Non poteva tagliare legami tanto stretti».

Juventus-Cagliari del 1970

Tra le partite rimaste maggiormente impresse nella memoria di Gigi Riva c'è naturalmente Juventus-Cagliari del 1970, terminata 2-2 e decisiva nel percorso verso il primo storico scudetto rossoblù: «Prima di tutto Juventus-Cagliari del 1970, un 2-2 che di fatto valeva lo scudetto. La Juve era a due punti, se il Cagliari avesse perso l'incontro lo scudetto non sarebbe mai arrivato. La Sardegna si era fermata, non so quanti tifosi c'erano, le radioline andavano a ruba. I pastori custodivano le pecore mentre ascoltavano la partita. Poi Italia-Germania 4-3: indimenticabile».

Infine, Nicola Riva svela anche il nome del calciatore maggiormente apprezzato dal padre: «In assoluto Paolo Maldini, tra quelli della sua epoca Giacinto Facchetti».