Pulga a Radiolina: "Il Cagliari sta facendo un ottimo campionato"

Pulga a Radiolina: "Il Cagliari sta facendo un ottimo campionato"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Maria Laura Scifo

L'ex giocatore ed ex tecnico del Cagliari Ivo Pulga è intervenuto ai microfoni di Radiolina nel corso della trasmissione "Il Cagliari in diretta" e si è soffermato su diversi temi, tra cui ovviamente la sfida contro il Parma di domani. Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Vedo una partita in grossissima parità salvo episodi eclatanti. Un punto va bene a tutti e due e secondo me il risultato sarà un pareggio.

Il Cagliari? Mi sorprende che spesso cambia modulo e la squadra risponde sempre presente. Sta facendo un ottimo campionato e la salvezza è a portata di mano. C'è da fare i complimenti al mister e alla società. E' una delle squadre più giovani ed è finora un'annata positiva.

Chi mi ha colpito tra i giovani? Di sicuro Palestra. Ha fatto un campionato davvero stratosferico, può giocare sia basso che alto. Purtroppo è in prestito, ma la scuola dell'Atalanta tutti gli anni tira fuori giocatori importanti.

Il Parma? La vittoria di San Siro è stata la ciliegina sulla torta. Tre vittorie di fila con 32 punti che sono tanti. Secondo me domani un punto potrebbe andar bene a entrambe. Anche piccoli passi adesso ti portano ad una salvezza tranquilla. Salvo episodi grossi, secondo me la partita domani potrebbe incanalarsi su questo risultato. Anche il Parma ha un allenatore giovane, è partito così così e ora è in ripresa. Giocatori giovani anche qui e ha portato a casa la salvezza.

Cosa ha rappresentato il Parma per Pulga? Mi ha lasciato grandi soddisfazioni, abbiamo ottenuto grandi vittorie e siamo arrivati sempre nelle prime 3-4 posizioni in campionato con una società fortissima e in grande ascesa. Mi ha permesso di raggiungere due trofei che non avrei mai pensato di raggiungere. Io non ho mai lasciato il Cagliari, mi hanno costretto ad abbandonare. Sono andato in scadenza di contratto perché in B a metà campionato mi ero rotto il crociato. Si è andati in A e hanno rinnovato i contratti a tutti tranne a me. Mi ero rimesso a posto, ma il contratto non arrivava mai e alla fine mi sono dovuto guardare attorno. Ci sono stati dei disguidi con il direttore sportivo Longo, alla fine mi aveva fatto un'offerta veramente ridicola e mi ero guardato in giro ed ero andato al Parma.

Calcio italiano in crisi di prestazioni? A volte comincio a vedere delle partite e poi cambio canale. Questo gioco da dietro a volte ti fa venire voglia di cambiare canale. Quando vedi una partita come quella di ieri di sera tra Juve e Galatasaray invece il calcio resta bello. Mi piace un calcio che viene verticalizzato subito. Preferisco vedere un portiere che rinvia e si va a fare pressing nella metà campo avversaria. Il Bodo contro l'Inter non ha mai giocato da dietro e ha fatto una grande partita. Giocare da dietro è una moda che può essere condivisa se hai giocatori di grande qualità, se non li hai non vedo perché devi rischiare. Il Frosinone di Di Francesco è retrocesso perché ha perso delle partite facendo tiki taka in area di rigore.

Bilancio del periodo sulla panchina del Cagliari con Diego Lopez? Eravamo partiti con 4 vittorie di fila e poi un piccolo calo e un grande girone di ritorno. Due anni bellissimi, peccato che nel secondo anno ci sia stato un episodio così, che capita nel calcio. Però sono stati due anni stratosferici che mi hanno concesso di fare una grandissima esperienza. Due salvezze tra cui una sfiorando l'UEFA. E' successo quello che non deve mai succedere, il presidente ha preso una decisione imponendomi di prendere il posto di primo allenatore quando ero secondo, io gli dissi di no. Lui insisteva e gli ho detto che sarei stato a casa io. Alla fine è saltato tutto e hanno cacciato via me e a sei domeniche dalla fine hanno mandato via Diego e hanno chiamato me. L'anno dopo è finita. Non c'è mai stata possibilità di chiarire con Lopez, non ci siamo più sentiti. Ma lui aveva già in mente di prendere un suo amico come secono, avevo immaginato che poi sarebbe successo qualcosa.

Le strade con il Cagliari non si sono più incrociate? No, non c'è stato più alcun tipo di possibilità.

Quel Cagliari era davvero forte. Quel Cagliari aveva una rosa clamorosa. Avevamo 4 attaccanti che poche squadre potevano avere. Era eccezionale. Il primo anno avevamo sfiorato l'UEFA, ma come capita a Cagliari: quando si raggiungeva la salvezza, le ultime partite non si vincevano neanche a morire.

Il ricordo più bello in campo con la maglia del Cagliari? Ce ne sono stati parecchi. Il primo gol che feci con il Cagliari in Serie B contro la Lazio, il gol promozione dalla C alla B e il debutto in Serie A in casa con il Torino. Questi sono tre episodi favolosi che non scorderò mai.

Cosa vuol dire avere questa doppia esperienza? Vuol dire che questa maglia mi ha dato tanto, io penso di aver ricambiato. Quando mi hanno chiamato come allenatore avevo delle pressioni interne molto forti perché avevo paura di non riuscire ad ottenere la salvezza. Per uno che ha giocato nel Cagliari, che ha conosciuto tante persone eccezionali qui, l'obiettivo era salvarsi per non lasciare un marchio negativo nei ricordi. Per fortuna ci siamo riusciti in due anni.

Il secondo Cagliari di Ranieri? L'ho vissuto con grande sofferenza perché la situazione si era messa non bene. Poi, conoscendo l'uomo e come lavora, è riuscito a portare a casa questa salvezza che per lui penso sia meglio dello scudetto vinto in Inghilterra.

Quando si è rischiato il fallimento? Io arrivai in B, il presidente sparì all'improvviso e ci trovammo in una situazione imbarazzante. Il primo anno siamo riusciti a salvarci, il secondo anno è stato un anno veramente difficile. Quell'anno lì feci il militare, è stato l'anno in cui siamo retrocessi. Poi arrivarono degli imprenditori sardi che ci permisero di ripartire dalla C. Con l'avvento di Ranieri ha preso il volo.