Vittorio Sanna: "Cagliari ko a San Siro perché dentro la sua testa era una partita persa"

Vittorio Sanna: "Cagliari ko a San Siro perché dentro la sua testa era una partita persa"TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba

Nel suo "Commento a Caldo" per Galleria Progetti, il giornalista Vittorio Sanna ha analizzato il ko del Cagliari contro l'Inter di ieri sera, con la sfida del "Giuseppe Meazza" conclusasi sul punteggio di 3-0. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "È durata solamente 25 minuti, a mio giudizio, la resistenza del Cagliari sul campo dell'Inter. Quindi non è durata il tempo di ottenere il gol da parte nerazzurra, ma è durato il tempo di vedere quello che era il piano del Cagliari: quello di lottare su ogni pallone, di puntare sulle spizzicate di Borrelli e consumarsi di fronte alla spinta dell'Inter e al perdere metri a centrocampo da parte della squadra cagliaritana. 25 minuti iniziali dove il Cagliari ha saputo ribattere colpo su colpo, partiva, andava alla conclusione, ma sempre male, senza trovare mai la lucidità che serve in zona gol. L'abbiamo visto in particolare nell'azione più pericolosa, forse in assoluto: una conclusione di Palestra che poteva essere piazzata decisamente meglio. Quindi un Cagliari che sapeva conquistare metri, che sapeva ripartire, che sapeva proporre il suo giocatore migliore, Palestra, per andare via, e con l'Inter che inizialmente ha fatto fatica finché non ha capito questa cosa, cioè che l'Inter poteva fare tranquillamente il fallo tattico su Palestra senza avere conseguenze. Due volte lo ha fatto Mkhitaryan nei primi minuti, nei primi 25 minuti, una volta l'ha fatto Dimarco senza conseguenze, mentre al primo fallo del Cagliari è arrivato il cartellino giallo che ha beccato immediatamente quelli che erano i primi che facevano il pressing, Esposito e Borrelli. Borrelli, a quel punto, è diventato un lottatore senza armi, completamente nudo, perché il suo tipo di gioco è quello di andare a fare la guerra. Se ti ammoniscono al primo intervento diventa tutto complicato. E da questo punto di vista il fatto che comunque sia c'è un'intemperia, che è l'ennesima del calcio italiano, che è quella dell'atteggiamento arbitrale, e tu non reagisci, tu non reagisci più. Il Cagliari non ha reagito più perché ha subito questo, ma non ha trovato soluzioni. Ha perso metri nel mezzo del campo, è stato attaccato per 20 minuti, dal 25° in poi, per tutto il primo tempo e già inizialmente nel primo tempo dall'Inter, senza riuscire più a uscire con la palla al piede, come aveva saputo fare precedentemente con Gaetano che era diventato anche un buon interprete in questo caso, ma ribattendo praticamente il pallone come se si giocasse con una squadra che attacca e l'altra che difende. Questa era la lettura che si poteva dare, quindi inutile tenere Borrelli all'inizio del secondo tempo, perché avevi già letto il fatto che Borrelli non poteva più dare il suo contributo, quel contributo che magari si poteva pensare che potesse essere utile, e dovevi magari anche spingere un po' di più in avanti per tentare di alleggerire il peso rispetto alla pressione nerazzurra. Invece si è riniziati allo stesso modo, si è ricominciato allo stesso modo, e sono arrivati i due gol dell'Inter, i due gol dell'Inter iniziali, quelli che hanno portato al vantaggio, a rompere l'equilibrio e a fare in modo che quella resistenza che c'era stata per 25 minuti scomparisse del tutto, perché poi è subentrata la rassegnazione. Nello stato delle cose, che tu puoi perdere la partita con l'Inter, ma uno è cercare di opporti a quella che è la corrente di un pronostico e l'altro è quello di accettarlo, come dire: tanto è inutile, anche se perdiamo. Poi questo è nello stato delle cose ed è sembrato essere così in tutto quello che è seguito, ed è la cosa che dispiace a chi vorrebbe vedere il calcio invece come una forma di resistenza. Io mi oppongo allo strapotere degli altri. Mi arrabbio ancor di più se lo strapotere è condizionato, è inquinato, è fatto di sceleratezza. Insisto nel dire che uno dei problemi del calcio italiano va risolto ed è l'atteggiamento arbitrale. 16 falli dell'Inter, almeno sette sistematici mentre partiva Palestra, neanche un cartellino giallo. Sei falli del Cagliari e due ammonizioni. Insomma, mi pare che sia una lettura che va al di là di quello che è il parere del tifoso, delle accuse che si possono fare, ma il Cagliari l'ha persa perché dentro la sua testa era una partita persa, ripeto, già dopo il 2°, quindi senza lottare più. I cambi sono arrivati, ma non ci credevano neanche loro, lo si vedeva dall'atteggiamento in campo, non c'era quella convinzione di andare a cercare il pallone, di tentare di riaprire la partita. Ed è così che fatalmente si è arrivati fino alla fine, anche con qualche gesto antipatico, perché poi il concetto di squadra, per quanto mi riguarda, è un concetto di squadra dove uno deve aiutare l'altro, non dove uno manda a quel paese l'altro perché non fa il movimento che tu desideri o ritieni che tu abbia desiderato. Sono atteggiamenti, anche questi, che ti dicono che c'è qualcosa che deve essere corretto, che c'è un comportamento che non è adeguato alla situazione, che devi cercare di lottare maggiormente perché nei 90 minuti è questo quello che devi fare, dimostrare quello che sai fare e dimostrarlo anche cercando di aiutarci a vicenda, aiutando chi magari è in difficoltà, chi non ha l'esperienza. Insomma, tutto questo non l'abbiamo visto e ci fa tristezza perché, oltre il risultato, oltre il risultato scontato che ci poteva essere sul campo dell'Inter, una cosa è che tu perda dopo aver lottato, dopo esserti opposto a quello che è il segno del destino, dando un messaggio in questo senso, e un'altra è che invece tu accetti con rassegnazione quello che sta capitando, perché tanto sarebbe capitato così comunque, o almeno questa è la giustificazione che molti porteranno fuori. La lettura e la possibilità di capire cosa stava succedendo c'era prima dei gol che il Cagliari ha subito, ma a quanto pare non sono state lette nel modo dovuto. I ricambi non sono stati, a mio giudizio, all'altezza della situazione. Toglie Gaetano per un Deiola che in questo momento non è al topo della condizione e sbaglia qualsiasi pallone, ne perde una marea. Lo aveva fatto già nella partita con la Cremonese, quella di sbagliare, e sembrava potesse essere la tensione. Insomma, dobbiamo recuperare bene i calciatori prima di schierarli. E dobbiamo cercare ogni volta, anche quando il pronostico c'è averso, di tentare di fare qualcosa che possa nascondere quelli che sono i nostri difetti e i nostri problemi ed esaltare il più possibile quelle che sono le nostre capacità. Ripeto, oggi (ieri, ndr) l'abbiamo fatto solamente per 25 minuti".

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