Criscitiello a Malagò: "Giovanni, no ai tiri… Mancini"

Criscitiello a Malagò: "Giovanni, no ai tiri… Mancini"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Saverio Varone
Oggi alle 08:15Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Criscitiello analizza la corsa alla FIGC, promuove Malagò ma boccia il ritorno di Mancini e invoca una profonda riforma del calcio italiano.

Nel suo editoriale per Sportitalia.com, Michele Criscitiello si concentra sulla probabile elezione di Giovanni Malagò alla guida della Figc e sul futuro ct. La sua analisi:

Criscitiello: «Malagò favorito, ma serve una rivoluzione»

"Malagò vincerà a mani basse alle urne di Roma e poi Abodi proverà a tornare all’attacco per far saltare la presidenza federale. Siamo alle solite. Tra inciuci e dispetti alla romana, il calcio italiano resta davanti alla tv in questi Mondiali ma non abbiamo capito nulla e la lezione non la impariamo mai. Da ieri abbiamo avuto la conferma che lo stadio più nuovo e bello di Italia, quello di Taranto, ospiterà le partite di Eccellenza. Facciamo una domanda e diamoci anche una risposta. Il calcio italiano è fermo e si costruiscono gli stadi solo se arrivano i soldi dall’esterno. In questo caso dai giochi del Mediterraneo.

Malagò Presidente quotato 1.05. Il problema è, però, che Malagò deve rappresentare la svolta, il nuovo e deve profumare di futuro. Se, come sembra, la sua prima mossa sarà quella di nominare Roberto Mancini, CT della Nazionale, allora partiamo molto male. Questo errore Malagò non se lo può permettere. Per una serie di ragioni. La prima: non puoi presentarti con uno che ha lasciato l’Italia a metà agosto per i soldi arabi. Ha tradito il tricolore e uno cosi, anche se fosse il più bravo e non lo è, non può rappresentare il futuro. Chi tradisce deve restare fuori da via Allegri. Se Malagò nominasse Mancini darebbe voce a chi sostiene che non è cambiato nulla: andrebbero avanti gli amici dei circoletti romani. Non ci meritiamo un Mancini bis. Ha fallito con la nazionale araba e non possiamo ridargli le chiavi di Coverciano. Le amicizie devono restare fuori dalla FIGC. Il futuro Presidente ce lo deve. Vogliamo chiarezza e trasparenza.

Il no al ritorno di Mancini

Malagò è uomo di sport e relazioni. Al Coni ha fatto grandi cose ma il calcio è uno sport a parte. In Lega ci ha provato ma gli hanno fatto la guerra. Ora rientra dalla porta principale ma sotto di lui (il Premier) ha bisogno di 5 ministri esperti di calcio. Uno per categoria: per la serie A, la B, la C, i dilettanti e il calcio giovanile. Ognuna di queste componenti, in Federazione, ha bisogno di un esperto che conosca i problemi reali e si deve ripartire dal tavolo tecnico per risolvere i veri problemi delle varie serie. Siamo alla deriva, ad un punto di non ritorno. Non possiamo permetterci il lusso di eleggere un Presidente politico. Oggi serve un Presidente attivo. Serve la rivoluzione. Malagò può farla. Se vuole. Tabula rasa. Il resto è solo aria fritta".