I dubbi dell'AIA e del nuovo designatore. La Repubblica: "L’inchiesta arbitri colpisce Open Var, è a rischio chiusura"
Il futuro di Open Var potrebbe essere seriamente in discussione. Secondo le indiscrezioni riportate da La Repubblica, il format televisivo dedicato all'analisi delle decisioni arbitrali rischia di pagare le conseguenze del caso che ha coinvolto il sistema arbitrale italiano. Mentre si attende la decisione definitiva sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano nei confronti dell'ex designatore Gianluca Rocchi, l'inchiesta continua infatti ad avere ripercussioni all'interno dell'AIA.
Open Var verso un possibile stop
Tra gli effetti più rilevanti potrebbe esserci proprio il ridimensionamento, o addirittura la chiusura, della trasmissione realizzata da DAZN, anche se l'emittente non sarebbe stata ancora informata di eventuali decisioni ufficiali. All'interno dell'associazione arbitrale, tuttavia, starebbe prendendo corpo l'idea di interrompere il percorso di apertura verso il pubblico avviato negli ultimi anni.
Open Var aveva rappresentato una svolta nella comunicazione arbitrale italiana. Inizialmente proposto in diretta e successivamente trasformato in un programma registrato, il format permetteva al designatore arbitrale — prima Gianluca Rocchi e poi il suo successore Dino Tommasi — di spiegare gli episodi più controversi del campionato, mostrando anche le comunicazioni tra arbitri e sala VAR. Una scelta che aveva introdotto un livello di trasparenza senza precedenti, arrivando anche ad ammettere pubblicamente eventuali errori di valutazione.
Il gradimento del pubblico, però, non avrebbe eliminato le polemiche. Al contrario, la mancata analisi di alcuni episodi finiva spesso per alimentare sospetti e discussioni. Un aspetto che, secondo quanto emerso, comparirebbe anche nelle intercettazioni raccolte nell'inchiesta della Procura di Milano, con particolare riferimento al rigore non assegnato all'Inter contro la Roma nella stagione conclusa con lo scudetto conquistato dal Napoli.
Già nella scorsa stagione il format era stato modificato, spostando l'appuntamento al martedì e allontanandolo dal dibattito immediatamente successivo alle partite. Ora, però, l'orientamento dell'AIA sembrerebbe andare oltre un semplice restyling.
La decisione finale spetterà anche alla FIGC
Le vicende giudiziarie e le tensioni interne avrebbero infatti spinto l'associazione a riconsiderare la propria strategia comunicativa. Anche il nuovo designatore Daniele Orsato sarebbe orientato verso un approccio meno esposto mediaticamente. A complicare il quadro contribuiscono inoltre le recenti difficoltà vissute dall'AIA, compresa la vicenda che ha coinvolto il presidente Antonio Zappi, destinatario di una condanna sportiva per aver indotto alle dimissioni gli allora designatori di Serie C e Serie D, Ciampi e Pizzi.
L'ultima parola, tuttavia, non spetterà esclusivamente all'AIA. Gli accordi con DAZN sono stati infatti sottoscritti dalla FIGC, motivo per cui un'eventuale decisione definitiva dipenderà anche dal presidente federale Giovanni Malagò. Nel frattempo, l'emittente starebbe già valutando possibili soluzioni alternative per continuare a offrire approfondimenti sugli episodi arbitrali, pur con una formula diversa rispetto all'attuale.
