L’amaro sfogo di Cellino da Cagliari: "Brescia non mi ha voluto. Ora dico addio al calcio"
L'ex presidente di Cagliari e Brescia, Massimo Cellino, ha rilasciato una lunga intervista a Giulio Mola per l'edizione odierna de Il Giorno. Le sue parole sintetizzate da TuttoCagliari.net:
Cellino ripercorre il caso Brescia e annuncia il ricorso
Ricevere la notizia del fallimento del Brescia Calcio è il peggior modo di festeggiare il mio settantesimo compleanno? Sì purtroppo, con una sentenza pronta da una settimana e che invece mi è stata notificata in una giornata di festa. Esattamente come quattro anni fa, quando proprio il 28 luglio ricevetti la notizia di un maxi-sequestro preventivo dei miei beni». Se mi sento vittima predestinata? Dico solo che tutto questo mi pare un far west. Chi non vive in quei posti non si rende conto di ciò che accade: pensano che il mondo cominci in un rione di Brescia, c’è gente astiosa e provinciale. Non credo di meritare quel che è accaduto. Non è la prima volta che finisce nel mirino dei magistrati? Questo è vero ma ne sono sempre uscito bene. Vivo nel mondo del calcio da quasi 35 anni, ho ricoperto cariche istituzionali in Federazione e in Lega Calcio, ho sempre pagato tutti regolarmente, mai preso multe e sanzioni. Sa quante tasse avrò versato fino ad oggi? Fra i 500 e i 600 milioni di euro, considerato che la media degli stipendi dei miei giocatori è sempre stata di 30 milioni l’anno, 60 miliardi quando c’erano le lire. Ho fatto quel che potevo, altri no. Se oggi mi trovo in questa situazione è perché sono stato truffato: a maggio l’ha detto anche la Procura di Brescia, fui ingannato da persone accusate di aver organizzato il sistema di cessione dei crediti inesistenti".
Cellino riferisce di essere attualmente in Sardegna: "Dove mi trovo in questi giorni? A Cagliari, casa mia. Ho trascorso il mio compleanno circondato da avvocati per predisporre il ricorso visto che c’è tempo fino al 2 agosto per l’iscrizione di una squadra dopo che alcune settimane fa mi era stata riattivata la matricola del Brescia Calcio. Ma ormai ho perso ogni speranza".
Gli fanno notare che i tifosi del Brescia vedono svanire 114 anni di storia. Cellino replica: "Che colpa posso avere io se sono finito nelle mani di un amministratore e di un commercialisti disonesti, per poi poter scoprire nel maggio del 2025, dopo il benestare della Covisoc, che quei crediti erano falsi, senza neppure avere la possibilità di ricorrere? Era una sentenza scritta, c’era volontà di farci del male anche da parte della federazione e io mi ritrovai in serie C con 7 milioni da pagare e senza alcuna disponibilità. Escluso dai campionati e senza calciatori. Solo Dio sa quel che ho passato quest’anno per cercare di mettermi a posto coi creditori. E invece prima mi hanno chiuso lo stadio, dove dentro c’erano nostre attrezzature per un valore di 9 milioni; poi hanno mandato i vigili e hanno sequestrato tutto dando a chi è venuto dopo. Posso pure aver sbagliato a fidarmi di certe persone, ma io con i soldi del Brescia non mi sono pagato neppure un pranzo. Nessuno ha mai detto la verità, erano solo concentrati a dire che Cellino aveva fatto fallire il Brescia. Ma sono sempre stato assolto o prosciolto ed ora mi chiedo cosa ho fatto di male...".
Cellino si sente ormai lontano dal mondo del calcio: "Se il mondo del calcio mi ha abbandonato? Non è più il mio mondo. Tanti miei ex colleghi sono spaventati e sono scappati, non esistono quasi più presidenti che si siedono e dettano una linea. Mi auguro solo che Dio aiuti il nuovo presidente federale Malagò, è l’unico che può salvare il calcio...".
L'ex presidente esclude un ritorno nel calcio
Cosa farà adesso Massimo Cellino? "Osservo le prossime due ore per provare ad aggiustare una sentenza che oggi penalizza non solo me ma anche i creditori, che sarebbero stati soddisfatti con i soldi per la vendita di Tonali al Tottenham, di cui una percentuale spetta al Brescia. Ma sembra che a 70 anni sia io quello impazzito, è la triste realtà. Anche se nella vita i giudici per bene li ho trovati".
L'ex presidente di Cagliari e Brescia esclude un ritorno: "Se mai ci fosse l’opportunità tornerei un giorno nel calcio? Non ci penso proprio. Io ho avuto la fortuna di conoscere il piu bel calcio del mondo dal 1992 in poi. Oggi è cambiato troppo: proprietari incerti, direttori sportivi che guadagnano una fortuna, giocatori strapagati. Questo calcio non lo saprei più fare".
