Marco Branca racconta il Cagliari: “Gigi Riva a fine allenamento mi diceva: guarda come calciare”

Marco Branca racconta il Cagliari: “Gigi Riva a fine allenamento mi diceva: guarda come calciare”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 12:45Rassegna stampa
di Giorgia Zuddas
Marco Branca ricorda il Cagliari alla Gazzetta: gli allenamenti, Gigi Riva presidente e i sacrifici di quegli anni. Poi gli aneddoti sulla Fiorentina.

Marco Branca ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, soffermandosi anche sugli anni vissuti con la maglia del Cagliari. L'ex attaccante ha raccontato un calcio molto diverso da quello attuale, fatto di grandi sacrifici, trasferte in condizioni tutt'altro che comode e personaggi destinati a rimanere nella storia del club.

Gli inizi al Cagliari tra sacrifici e mezzi di fortuna

"Molti passi indietro, prima: cominciamo dal Cagliari. Ero al Grosseto, feci un discreto provino con l’Inter, ma il presidente Amarugi sparò alto, 50milioni. Poi comprò il Cagliari e mi portò lì, stipendio da 65.000 lire al mese e neanche tutti i mesi. Così, se non ci accompagnava Reginato con la sua Due cavalli rossa o Nené con una macchina scassatissima, ad allenarci andavamo in pullman: se saliva il controllore, scendevamo. Allenatore Giagnoni, ma lì non metteva il colbacco perché era troppo caldo, e presidente Gigi Riva: a fine partitelle del giovedì si metteva la tuta e mi diceva “Guarda come calciare”. Certe sassate..."

L'esperienza alla Fiorentina

Branca ha poi ricordato anche il passaggio alla Fiorentina, esperienza durata una sola stagione e caratterizzata da un avvio tutt'altro che semplice.

"Vero: arrivai e Radice mi disse “Tu porta il sacco dei palloni degli attaccanti”. Vero anche che non gli risposi “Ma certo,mister”...ConDunga ci capivamo al volo, Batistuta era al primo anno e mi vedeva come un concorrente, ma eravamo diversi, ioattaccantemoltopiùduttile.Unavolta aCagliari,indieci,Ulivierimifece farepure illibero...Vittorio Cecchi Gori mi diceva: “Lei è bello come un attore, le presenterò qualche sua attrice”. Attrici presentate? Zero".