Nazionale, l'ex Zambrotta: "In Bosnia non sarà facile, ma è una gara alla portata dell'Italia. Bene debutto Palestra"
L'ex laterale della Juventus e della Nazionale, Gianluca Zambrotta, è stato intervistato da La Stampa. Le sue parole sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Che Italia ho visto contro l'Irlanda del Nord? Ero allo stadio con Alessandro Nesta. Guardiamo spesso insieme la Nazionale e direi che porta bene: eravamo anche alla finale dell’Europeo vinto a Londra. La partita mi ha dato ottime sensazioni. Nel primo tempo è stata una gara di studio: l’Italia faceva fatica a trovare la via del gol, ha avuto tanti calci d’angolo ma non è mai stata realmente pericolosa. Però ha sempre tenuto il pallino del gioco. Nel secondo tempo è cambiato tutto: dopo il primo gol è diventato tutto più facile, è cresciuta la fiducia, è scesa la tensione ed è arrivata la consapevolezza di poter portare a casa il risultato. È stata una buona prova. Come dice anche Gennaro Gattuso, in queste sfide conta il risultato più che la prestazione. Chi mi ha colpito contro l'Irlanda del Nord? Mi sono piaciuti molto Moise Kean, Manuel Locatelli e Matteo Politano. Ho visto anche un ingresso esplosivo da parte di Esposito, ma bene anche il debutto di Palestra. Sono segnali importanti di un gruppo che può centrare la qualificazione. Ora bisogna pensare solo a questo obiettivo, poi ci sarà tempo per il resto".
Sulla finale con la Bosnia: "È una partita da dentro o fuori, una finale. Non si gioca in campo neutro e l’ambiente sarà caldo: uno stadio piccolo ma rumoroso, un Paese che si ferma. Ci sarà entusiasmo da parte loro. Non sarà facile, ma la Nazionale azzurra, Rino e lo staff hanno esperienza per affrontare gare così. È una partita alla portata dell’Italia".
Su Dzeko: "Il pericolo numero uno può essere Dzeko? Sì, per la Bosnia è un riferimento assoluto. Ha tutti i primati della sua Nazionale, è un simbolo. Sta ancora bene fisicamente e ha scelto di ripartire dalla seconda serie tedesca con lo Schalke. È un giocatore che può fare la differenza con una giocata, come ha già dimostrato. Va tenuto sotto controllo con grande attenzione e determinazione".
Su Gattuso: "È rimasto lo stesso nello spirito. La differenza è che ora non ha lo sfogo del campo: può solo trasmettere passione e idee. Sente la responsabilità di riportare l’Italia al Mondiale, ma non è solo: ha uno staff di grande esperienza. Allenare è diverso dal giocare, ma la sua mentalità è quella di sempre"