Maldini lancia il Cagliari, poi si sveglia Kolo Muani. Gazzetta: "Spreco Juve. Un punto è poco"
"Spreco Juve. Un punto è poco" è il titolo scelto da La Gazzetta dello Sport nelle pagine interne per analizzare il pareggio per 1-1 della Juventus sul campo del Cagliari. Il quotidiano sottolinea le difficoltà della formazione di Luciano Spalletti, incapace di conquistare i tre punti nonostante la pressione esercitata sui rossoblù, e già distante cinque lunghezze dalla vetta della classifica.
"Maldini lancia il Cagliari, poi si sveglia Kolo Muani. Lite Spalletti-Pisacane", si legge nel sommario, che riassume una serata complicata per i bianconeri, conclusa anche con le espulsioni dei due allenatori.
Juventus, primo tempo da dimenticare e rimonta soltanto nel finale
La Gazzetta esprime un giudizio particolarmente severo sulla prima frazione della Juventus, definita orribile. La squadra di Spalletti fatica a costruire occasioni attraverso il gioco collettivo e viene punita da Daniel Maldini, ancora una volta decisivo per il Cagliari.
Il tecnico bianconero inizia la partita con una difesa a tre, passando successivamente a una linea a quattro nel tentativo di modificare l'andamento dell'incontro.
La reazione juventina produce risultati soltanto nella parte conclusiva della gara, quando Kolo Muani trova il gol del pareggio. L'attaccante francese sfiora poi la doppietta, colpendo una traversa che avrebbe potuto completare la rimonta.
A caratterizzare il dopopartita è anche il confronto acceso tra Spalletti e Fabio Pisacane, entrambi espulsi dopo il fischio finale.
Licari: "Condannata la Juve a soffrire fino all'ultima giornata"
Nella sua analisi, l'inviato a Cagliari della Gazzetta dello Sport, Fabio Licari, esprime forti perplessità sulle prospettive stagionali della Juventus, soprattutto in relazione alla qualificazione alle competizioni europee.
"Condannata sì la Juve, ma a soffrire fino all’ultima giornata per conquistarsi una coppa. E non è detto sia quella più bella (o che la coppa arrivi). Cagliari resta uno degli snodi di questo supplizio".
Il giornalista richiama anche quanto accaduto nella precedente stagione, quando i bianconeri erano stati puniti da Mazzitelli nonostante le numerose occasioni costruite.
"L’anno scorso la Juve andò sotto per l’unico tiro di Mazzitelli dopo una ventina di occasioni più o meno da urlo, ieri ha rischiato la stessa fine dopo il gol bello e fortunato di Maldini".
Il pareggio di Kolo Muani ha evitato una nuova sconfitta, ma non ha cancellato i problemi mostrati dalla squadra sul piano della manovra offensiva.
"Il gioco collettivo manca tremendamente": la critica alla Juventus
Licari individua soprattutto nell'assenza di un'organizzazione offensiva efficace uno dei principali limiti della formazione di Spalletti.
"L’ha ripresa nel finale con il redivivo Kolo Muani, mentre i fantasmi del Sassuolo aleggiavano sulla porta di Caprile, dopo aver tirato in lungo e in largo ma soltanto con azioni personali di Zhegrova: perché il gioco collettivo manca tremendamente".
Secondo il giornalista, la Juventus continua dunque ad affidarsi prevalentemente alle iniziative individuali, senza riuscire a sviluppare una manovra sufficientemente fluida e incisiva.
Una difficoltà che pesa ancora di più considerando il rendimento delle principali concorrenti e il distacco già accumulato dalla prima posizione.
Licari: "L'Inter viaggia su un'altra dimensione"
La conclusione dell'analisi è dedicata al confronto con l'Inter, che dopo sei giornate ha già cinque punti di vantaggio sulla Juventus.
"Solo che il pari, come quello di Milan, Como e Roma, non fa che il gioco dell’Inter. Nessuna rivalità, i nerazzurri viaggiano su un’altra dimensione, ma cinque punti sotto dopo sei giornate non erano nelle previsioni più nere".
Un giudizio netto, quello dell'inviato della Gazzetta, che fotografa le difficoltà di una Juventus ancora alla ricerca di continuità e di un'identità di gioco riconoscibile.
Il pareggio di Cagliari, pur evitando un'altra sconfitta, lascia quindi aperti numerosi interrogativi sulla capacità della formazione di Spalletti di recuperare terreno rispetto alle squadre che occupano le prime posizioni della classifica.
