Trepy non avrebbe subito danni irreparabili al cervello e al cuore. Il dott. Deplano: "La ripresa è possibile ma è un percorso lungo e difficile"
"Il dramma di Trepy". È il titolo scelto dal Corriere dello Sport, che in un approfondimento firmato da Ivan Paone fornisce nuovi aggiornamenti sulle condizioni di Yael Trepy.
Trepy, primi segnali incoraggianti ma la prognosi resta riservata
Il ventenne attaccante francese del Cagliari ha rischiato la vita dopo essere finito in difficoltà nella piscina in cui stava facendo il bagno, ma le prime indicazioni sul suo quadro clinico lascerebbero spazio alla speranza.
Se l'evoluzione delle condizioni continuerà a essere positiva, il giovane potrebbe tornare a condurre una vita normale e, in prospettiva, anche riprendere la propria carriera da calciatore professionista.
Determinante è stata la rapidità della catena dei soccorsi. Gli amici presenti lo hanno recuperato dall'acqua, mentre successivamente l'elicottero del 118 lo ha trasportato d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Qui è stato affidato all'équipe coordinata dalla dottoressa Antonella Grazia Anna Vaccarella.
Trepy intubato e in coma farmacologico: cosa dicono i primi esami
Trepy rimane ricoverato in Terapia intensiva, intubato e mantenuto in coma farmacologico. Secondo quanto riferisce il Corriere dello Sport, i primi accertamenti non avrebbero evidenziato lesioni irreversibili al cervello o al cuore.
La prognosi resta tuttavia riservata. Per comprendere con maggiore precisione le conseguenze dell'incidente sarà necessario attendere il risveglio del calciatore e procedere con ulteriori valutazioni.
Il responsabile medico del Cagliari, Gabriele Cirillo, ha raggiunto Sassari e mantiene un contatto diretto con i sanitari impegnati nelle cure. Nella mattinata è previsto un nuovo bollettino sulle condizioni dell'attaccante.
Restano da chiarire le cause dell'incidente
Sono soprattutto due gli interrogativi ancora senza risposta. Il primo riguarda ciò che ha provocato l'annegamento: resta da stabilire se Trepy sia finito in difficoltà a causa della scarsa dimestichezza con il nuoto oppure in seguito a un malore.
Quest'ultima eventualità, secondo la ricostruzione di Ivan Paone sul Corriere dello Sport, sarebbe considerata meno probabile. In quanto atleta professionista, infatti, il giocatore era stato sottoposto agli approfonditi controlli medici previsti poco più di un mese fa, prima dell'avvio della preparazione.
Da stabilire quanto tempo Trepy sia rimasto sott'acqua
Un altro elemento fondamentale riguarda il tempo trascorso dal ventenne sott'acqua, fattore determinante per valutare le possibili conseguenze a livello polmonare e cerebrale. Soltanto nei prossimi giorni sarà possibile ottenere risposte più precise.
Resta inevitabilmente prematuro anche parlare dei tempi necessari per un eventuale ritorno all'attività agonistica.
«In questo momento», spiega il dottor Matteo Deplano, rianimatore presso l’ospedale di Lanusei, «i medici stanno aiutando il paziente a respirare con l’ausilio di un ventilatore. Gli alveoli saranno in sofferenza, la ripresa è possibile ma è un percorso lungo e difficile».
La priorità, in questa fase, rimane dunque il recupero delle condizioni di salute di Trepy. Soltanto successivamente potrà essere affrontata qualsiasi valutazione relativa al suo futuro sportivo.
