Unione Sarda - Se manca l'aggressività devono subentrare astuzia e capacità di adattarsi
Pochi istanti dopo la fine dell'amichevole con il Betis Siviglia, uscito vincitore per 2-1 dal bollente Sant'Elia di fine agosto, Pierpaolo Bisoli ha sguainato la sciabola e ha difeso la prestazione del Cagliari. Un atteggiamento logico e persino giustificato da quanto visto in campo. Il Cagliari non poteva essere al top a sette giorni dall'inizio del campionato. Il duro lavoro nei giorni che hanno preceduto l'amichevole, il caldo, il valore dell'avversario (di seconda divisione ma ottimo per capacità tecniche, idee di gioco e arricchito dalla presenza di almeno un grande calciatore, Momo), hanno contribuito al risultato finale che, essendo un'amichevole, è la cosa meno importante.
L'aspetto che più di ogni altro è balzato agli occhi, è stata l'incapacità del Cagliari di tenere alta la soglia dell'aggressività. Sino a quando i rossoblù hanno avuto la lucidità per “attaccare la palla”, hanno costruito azioni pericolose (rete di Matri, raddoppio sfiorato dello stesso attaccante, occasioni per Lazzari e Conti), quando, invece, hanno mollato la presa, sono stati irretiti dal raffinato palleggio degli spagnoli e dai loro frequenti cambi di gioco.
Poiché è impossibile giocare per novanta minuti allo stesso ritmo (tanto più il 22 agosto), il Cagliari, nei momenti di pausa, avrebbe dovuto usare di più l'astuzia, restando corto e compatto, tenendo maggiormente il possesso del pallone, affidandosi a Conti, il rossoblù più dotato dei tempi di gioco.
Avrebbe, insomma, dovuto “leggere” meglio la partita, rifiatare per poi ritornare aggressivo come prima. Questione di esperienza ma anche di preparazione fisica che, con una settimana di “scarico”, dovrebbe migliorare in tempo per la severa trasferta di Palermo, domenica prossima.
Bisoli è contento del momento e fiducioso per il futuro. Conviene credergli. Nessuno meglio di lui può sentire il polso della squadra. Evidentemente, il tecnico ha colto la dedizione del gruppo, la voglia di lavorare e la fiducia nel progetto tecnico-tattico propostogli. Gli altri sono dettagli che si sistemeranno con il tempo.
