Abete promuove la Riforma Zola: "È l'unica che ha trovato adesione e riconoscimento. Caos in FIGC nasce dalla superficialità. Non mi ricandido"

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di Antonio Pinna
Giancarlo Abete critica il metodo delle elezioni FIGC, esclude una nuova candidatura e rilancia la Riforma Zola, chiedendo più attenzione ai giovani e ai progetti.

Il futuro della FIGC, le criticità del percorso elettorale che ha portato alla presidenza di Giovanni Malagò e la necessità di rimettere i giovani al centro del progetto calcistico nazionale. Sono alcuni dei temi affrontati da Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, in un'intervista concessa a Ivan Cardia per TuttoMercatoWeb. Il dirigente ha espresso forti perplessità sul metodo seguito dalle componenti federali, pur ribadendo l'assenza di preclusioni nei confronti di eventuali candidature alle prossime elezioni del 14 dicembre.

L'occasione è rappresentata da "Il Futuro in gioco", convegno dedicato alla crescita dei giovani calciatori, inserito nell'iniziativa Quarto Tempo promossa dalla LND e in programma domani e sabato a Ferrara.

FIGC, Abete critica il metodo delle elezioni: "La vera sconfitta è stata l'assenza di autocritica"

A quattro mesi dall'elezione di Malagò, Abete ha tracciato un bilancio critico soprattutto sul percorso che ha accompagnato il rinnovamento dei vertici federali.

«Un giudizio molto sereno: ci si è incartati, per una serie di motivi, su situazioni collegate a degli scenari che ci hanno accompagnato in questi mesi: prima il pantouflage, poi il tesseramento…», ha spiegato il presidente della LND.

Secondo Abete, le componenti del calcio italiano avrebbero dovuto avviare un confronto sui problemi del sistema prima di individuare il candidato alla presidenza.

«Quello che ho evidenziato durante il periodo elettorale, che poi ha portato alla mia candidatura solo di bandiera, perché io poi non ho fatto neanche una telefonata, è che il metodo utilizzato è stato fortemente errato».

Il dirigente ha quindi approfondito le ragioni della propria posizione:

«La logica avrebbe voluto che le componenti si riunissero, facessero un esame della situazione e un’autocritica, individuando dei punti condivisi sulla cui base individuare una persona di qualità per portare avanti un certo tipo di progetto. Invece ci siamo trovati davanti a fughe in avanti».

Una critica rivolta alla mancanza di un confronto programmatico:

«Ci si è concentrati a scegliere il carro giusto, senza preoccuparsi che fosse ben indirizzato a livello procedurale o che potesse creare difficoltà. Il resto è una naturale conseguenza. La vera sconfitta del mondo del calcio è stata l’assenza di autocritica e capacità progettuale da parte delle componenti».

Abete esclude una nuova candidatura alla FIGC: "Non ho sentito dibattiti sui contenuti"

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha confermato che non parteciperà come candidato alla prossima tornata elettorale.

«No, l’ho già detto. Ho sempre spiegato che scendevo in campo per contestare il metodo utilizzato, perché non partiva dall’analisi dei problemi ma da accordi su altri temi».

Abete ha poi richiamato l'attenzione sulle difficoltà procedurali emerse dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, risalenti all'inizio di aprile.

«Io dibattiti sui contenuti non ne ho sentiti: così diventa difficile risolvere i problemi del calcio italiano. Ci siamo schierati contro il commissariamento, perché lo ritenevamo un fatto negativo. Però Gravina si è dimesso a inizio aprile, le prossime elezioni ci saranno il 14 dicembre: tutto il caos procedurale che c’è stato penso sia anche frutto di una certa superficialità. Più dei contenuti, interessava l’obiettivo da raggiungere».

FIGC, Abete sulla possibile rielezione di Malagò: "Nessuna preclusione"

In vista del voto del 14 dicembre, Abete non ha escluso la possibilità che la LND sostenga una nuova candidatura di Giovanni Malagò.

«È un problema che ogni componente valuterà nell’ambito della sua posizione. Posso dire che noi come LND non abbiamo alcun tipo di preclusione nei confronti di qualsivoglia candidatura. È il momento che escano i contenuti reali, non generici».

La posizione del dirigente, dunque, non riguarda una contrapposizione personale, ma la richiesta di programmi concreti sui quali costruire il futuro del movimento.

Abete rilancia la Riforma Zola e il progetto per i giovani

Un capitolo importante dell'intervista riguarda la valorizzazione dei giovani, tema centrale del convegno in programma a Ferrara.

Abete ha sottolineato la volontà di rafforzare il collegamento tra il settore dilettantistico, le Rappresentative regionali e il Club Italia.

«È un evento in continuità rispetto a quanto fatto già l’anno scorso», ha dichiarato, aggiungendo: «Quello dei giovani è un tema che riteniamo collegato alla salute del calcio italiano: vogliamo responsabilizzare e sensibilizzare tutto il nostro gruppo dirigente».

Il presidente della LND ha evidenziato anche il coinvolgimento di Maurizio Viscidi, Silvio Baldini e Gianfranco Zola, con l'obiettivo di intensificare la collaborazione tra le diverse strutture federali.

«Inoltre, abbiamo voluto favorire il dialogo tra il Club Italia e le nostre rappresentative, grazie alla presenza di Viscidi, Baldini e Zola, anche nel ruolo federale di quest’ultimo. È un rapporto che vogliamo rinforzare. E infine vogliamo fare una riflessione sulla Riforma Zola, che ha destato attenzione e meritato un finanziamento grazie alla mutualità».

Proprio la Riforma Zola viene indicata come uno dei pochi interventi concreti realizzati finora.

«È l’unica che è stata messa in campo, ha trovato adesione in una realtà importante come la Serie C e riconoscimento a livello istituzionale, a partire dalla Federazione, che ha individuato Zola come persona a cui affidare un ruolo nelle realtà del Club Italia».

Giovani italiani, Abete chiede un confronto tra Federazione, Club Italia e Serie C

Tra le iniziative discusse figura anche la proposta di un documento dedicato alle politiche per i giovani calciatori.

«Il problema della valorizzazione dei giovani, rappresentato anche da Gravina nel suo documento conclusivo di mandato, si sofferma su tante riflessioni confluite anche nei disegni di legge all’attenzione del Senato. Vogliamo rafforzare la nostra politica, confrontarci con la Federazione, con il Club Italia e con la Serie C».

L'obiettivo dichiarato è sviluppare un confronto che coinvolga le diverse componenti del sistema calcistico, individuando strumenti capaci di favorire la crescita dei talenti italiani.

Coppa Italia, Abete apre alla possibilità di coinvolgere anche la Serie D

Nella parte conclusiva dell'intervista, il presidente della LND ha affrontato anche l'ipotesi di un ampliamento della Coppa Italia, con il possibile coinvolgimento delle squadre di Serie C e, in prospettiva, di quelle di Serie D.

«Se parla dell’Inghilterra, è un altro calcio… Quando ero alla guida della Lega di C, le squadre di C partecipavano alla Coppa Italia», ha ricordato.

Abete non ha chiuso la porta a eventuali modifiche del formato, pur sottolineando la necessità di valutarne la sostenibilità.

«Noi siamo sempre aperti a qualsiasi tipo di innovazione, basti pensare all’accoglimento delle seconde squadre con il Milan Futuro, che attualmente milita in Serie D. Ci piacerebbe sempre, bisogna vedere se è una dimensione compatibile con quello che è diventato oggi il calcio».

Il messaggio complessivo del presidente della LND resta quindi legato alla necessità di affrontare i problemi strutturali del calcio italiano attraverso progetti condivisi, riforme concrete e una maggiore attenzione alla formazione dei giovani, superando le contrapposizioni legate esclusivamente alla scelta dei vertici federali.