Borghi: “Contro il Cagliari la Juventus passa al 4-4-2, ma McKennie non deve fare l’esterno”

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di Martina Musu
Borghi analizza le scelte tattiche di Spalletti dopo Celta Vigo-Juventus e ricorda il passaggio al 4-4-2 nella sfida contro il Cagliari.

La Juventus ha conquistato una vittoria per 2-1 sul campo del Celta Vigo, con la scelta di Luciano Spalletti di schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani tra gli aspetti più interessanti della gara. Dagli studi di Sky Sport, Stefano Borghi ha approfondito le soluzioni tattiche del tecnico bianconero, soffermandosi sulle caratteristiche dei due attaccanti e sulle possibili evoluzioni del sistema di gioco.

L'analisi di Borghi

Secondo il giornalista, Woltemade risponde alle esigenze tattiche dell'allenatore, mentre Kolo Muani potrebbe esprimersi meglio con un riferimento offensivo al suo fianco.

“La questione è che Woltemade ha le caratteristiche, non il livello, del centravanti che Spalletti vuole per la sua Juve. Lo ha detto in tutti i modi, quindi è il giocatore più funzionale. Ma è un prestito secco. Kolo Muani è un giocatore su cui la Juventus ha investito 100 milioni tra cartellino e quinquennale da cinque milioni netti all’anno. È un giocatore che, in questo tipo di calcio, si trova assolutamente più a suo agio con una punta vera di riferimento al fianco.

Borghi ha poi richiamato le recenti partite di campionato, evidenziando come Spalletti abbia modificato l'assetto della squadra durante le gare contro Atalanta e Cagliari, passando al 4-4-2 intorno alla mezz'ora. Il riferimento ai rossoblù riguarda anche i cambi effettuati nella ripresa, con l'ingresso di Zhegrova e una maggiore presenza degli esterni.

“Poi si gioca in undici. Il 4-4-2 è il modulo con cui Spalletti ha chiuso le ultime due partite di campionato. Parte in un certo modo, poi sia contro l’Atalanta sia contro il Cagliari, attorno alla mezz’ora, passa al 4-4-2. Contro il Cagliari, nel secondo tempo, inserendo Zhegrova e schierando le ali, la squadra migliora. Ieri è stata una partita un po’ diversa, ma la Juventus non mi è piaciuta tantissimo. Sono però d’accordo: il risultato è tanta roba.

Il giudizio di Borghi sulla prestazione europea resta articolato: il risultato premia la Juventus, ma la manovra bianconera ha mostrato ancora alcune difficoltà, soprattutto nella prima frazione. Anche la scelta degli interpreti a centrocampo e sulle corsie esterne rappresenta un elemento da valutare per trovare la formula più efficace.

“Nel primo tempo la squadra è stata molto involuta e lenta, prevedibile. Ma anche nel secondo tempo, dopo averla pareggiata, puoi vincerla, ma puoi anche perderla. Secondo me è difficile valutare l’evoluzione della squadra e capire dove si possa arrivare. Il 4-4-2, con Douglas Luiz e Pape Matar Sarr in mezzo al campo, non so quanto possa funzionare. Locatelli rientrerà ed è un giocatore molto importante, mentre McKennie gioca sempre. E allora, se uno degli esterni del 4-4-2 è McKennie, le cose cambiano. È difficile, no? Cioè, secondo me McKennie non deve fare l’esterno”.