Criscitiello attacca il sistema arbitrale: “Rocchi si è messo al servizio del sistema”

Criscitiello attacca il sistema arbitrale: “Rocchi si è messo al servizio del sistema”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Saverio Varone
Ieri alle 17:45Altre notizie
di Martina Musu
Nel suo editoriale su Sportitalia, il giornalista torna sull’inchiesta arbitrale e sul ruolo dell’ex designatore: “Di penale non c’era nulla”, ma secondo Criscitiello restano dubbi sul piano dell’etica sportiva e sulla gestione del potere

Michele Criscitiello, nel corso del suo editoriale trasmesso su Sportitalia, ha analizzato il caso relativo all’inchiesta sul mondo arbitrale e al ruolo dell’ex designatore Gianluca Rocchi. Il giornalista ha ribadito la sua posizione sulla vicenda, distinguendo tra eventuali profili giudiziari e aspetti legati all’etica sportiva, soffermandosi anche sui rapporti tra club, federazione e sistema arbitrale.

Dal primo giorno abbiamo detto che non c’era nulla di penale in quell’inchiesta sugli arbitri e sul suo designatore Rocchi. Di penale non c’era nulla ma di etico sportivo anche. Rocchi faceva parte del sistema e prendeva ordini come li dava. Mandava avanti gli arbitri amici che portavano voti e si area alleato in Federazione con chi spingeva per la sua conferma. Ha esercitato male il potere e la fine che ha fatto è stata l’unica che si poteva immaginare. I disastri di Rocchi sono sotto gli occhi di tutti e non ci volevano 50 intercettazioni per capire come si muovesse questo ex arbitro scarso ed ex designatore che anziché tenere le distanze dal sistema si è messo al suo servizio.

I piaceri all’Inter? Quelli sono relativi perché oggi c’è solo una società forte in Italia. L’Inter è organizzata e forte. Il potere lo esercita bene perché ha dirigenti validi. Il problema nasce se in Federazione intervengono per chiedere aiuti. E’ ovvio che Marotta faccia gli interessi del suo club, come Galliani li faceva del Milan, Agnelli della Juve e Lotito della Lazio. Il problema è quando qualcuno vicino al Presidente Federale chiama da tifoso e non da capo del sistema. Quella squadra deve andare avanti, quell’arbitro deve fare carriera, quel dirigente va ammazzato dalla Procura Federale e così via”.