Orsato: “Il VAR a chiamata? Esperimento positivo, ma non spetta a me decidere”

Orsato: “Il VAR a chiamata? Esperimento positivo, ma non spetta a me decidere”TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 17:15Altre notizie
di Martina Musu
Orsato parla del VAR a chiamata, del lavoro con gli arbitri e dell’obiettivo di uniformare il livello della Serie A ai migliori tornei europei

Ospite della trasmissione Radio Anch’io lo Sport, il nuovo designatore arbitrale della Serie A, Daniele Orsato, ha affrontato diversi temi legati alla prossima stagione, soffermandosi sull’esperimento del VAR a chiamata, già testato in Serie C, e sulle linee guida che caratterizzeranno il lavoro degli arbitri nel nuovo campionato.

A proposito dell’eventuale introduzione del VAR a chiamata anche in Serie A

“È stata un’esperienza fantastica, con il supporto della FIFA e un maestro come Pierluigi Collina. Il presidente Marani ha messo a disposizione, tramite tutte le telecamere, la possibilità di lavorare in maniera intensa. È stato un esperimento positivo, ora non è di mia competenza decidere di portarlo in Serie A e Serie B: non posso rispondere”.

Il designatore ha poi raccontato come sta vivendo questo periodo di preparazione tra la conclusione del Mondiale e l’avvio della nuova stagione di Serie A:

“Sono giorni intensi, stiamo cercando di studiare ogni singolo profilo di ogni arbitro. Abbiamo avuto la soddisfazione delle tre belle prestazioni di Maurizio Mariani al Mondiale: sarà il nostro faro. Stiamo cercando di preparare delle linee guida chiare per questi ragazzi: sarà mio compito lavorare tantissimo, anzitutto sotto il profilo atletico. Il mio maestro mi insegnava sempre che l’arbitro deve correre e fischiare”.

Infine, Orsato ha illustrato l’approccio che verrà adottato nella valutazione dei falli e dei contatti di gioco:

Lavoreremo per ridurre i falli, non i contatti di gioco. L’arbitro, per quanto si impegni, se deve fischiare 30-40 volte deve farlo. Non fischiare alza il nervosismo e poi si dice che ha perso il controllo della partita. Ci sarà impegno nel punire i falli e non i contatti di gioco minimi. Cercheremo di alzare il nostro livello, di arrivare al livello di competizioni come la Champions League e altri campionati. Fare proclami non ha senso”.