De Santis: "Il mondo arbitrale peggiora da anni, serve una riforma dell'AIA"

De Santis: "Il mondo arbitrale peggiora da anni, serve una riforma dell'AIA"TUTTOmercatoWEB.com
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di Giorgia Zuddas

Intervenuto ai microfoni di Stile Tv, l'ex arbitro Massimo De Santis ha espresso un giudizio critico sull’attuale situazione del settore arbitrale italiano. Nel corso dell'intervista, l'ex direttore di gara ha analizzato il rapporto tra arbitri e calciatori, l'utilizzo del Var e la necessità di una riforma strutturale dell'AIA.

"È da anni che il mondo arbitrale peggiora. Nel periodo in cui ho arbitrato, noi avevamo un colloquio con i calciatori molto diverso e avevamo giocatori dalla capacità tecnica e dalla personalità elevata, ciò che non vedo oggi. Il regolamento del calcio non è mai cambiato, ma gli allenatori hanno una grande difficoltà: preparare i calciatori alle decisioni cervellotiche che ci sono ogni domenica. Queste decisioni fantasiose non hanno nulla a che fare con il gioco del calcio. Il tocco tra due calciatori non è detto che debba essere un fallo da frattura o rottura: i giocatori furbi con un piccolo tocco sbilanciavano l'avversario e lo facevano cadere. Resto sconcertato quando sento il designatore o i suoi collaboratori spiegare perché non viene fischiato un fallo. Mi sembra gente che non ha mai capito di calcio. Farei correre il designatore o i suoi collaboratori sul terreno di gioco, poi gli darei un piccolo tocco per fargli capire se quel contatto gli ha procurato un danno o meno. Si parla sempre di protocollo, ma bisogna far emergere la verità del campo.

Gli arbitri non possono, avendo a disposizione uno strumento importantissimo come il Var, uscire dalla gara con contestazioni. Si sta parlando di professionismo, ma bisogna ribaltare l'AIA, che sta vivendo anni tortuosi con faide interne vergognose che non permettono agli arbitri di crescere. Il presidente dell'AIA è stato sospeso perché ha fatto pressione per cambiare il designatore, ma credo che debba cambiare come e quando vuole: il problema è che li hanno incatenati con questi contratti per tenerli per forza. Sembra che gli arbitri siano diventati tutti impiegati dello Stato.

Seguo molto la Serie C, dove il Var è più funzionale che in Serie A, perché spesso le tre chiamate dell'allenatore sono più sensate di quelle fatte dagli assistenti che sono arbitri. Oggi a questi arbitri manca la capacità di capire il calcio, non comprendono l'entità della spinta. Nell'area di rigore decide sistematicamente il Var perché l'arbitro non prende decisioni. Il Var dovrebbe, a fine partita, evitare che si parli della prestazione arbitrale. Invece ogni settimana si difende una decisione sbagliata e quella successiva, in una situazione simile, si decide al contrario difendendo ancora la scelta. Alla base di tutto serve una riforma dell'AIA, separando la parte tecnica da quella associativa. Fare gli arbitri professionisti può andare bene, ma devono essere bravi: questo gruppo non può diventare professionista così com'è".