Elezioni Figc, Criscitiello: "Il giorno di Malagò ma le prime due mosse sono da anti calcio"
Nel suo editoriale pubblicato su Sportitalia.com, Michele Criscitiello ha espresso la propria posizione in vista dell'elezione del nuovo presidente della FIGC, annunciando apertamente il voto a favore di Giovanni Malagò e spiegando le ragioni della sua scelta.
Criscitiello sceglie Malagò per la FIGC
"Vi scrivo da Roma dove tra poche ore entro in cabina, con una giacca diversa da quella con cui scrivo, e voterò per Giovanni Malagò."
Il direttore di Sportitalia ha chiarito di preferire Malagò rispetto all'altro candidato, Giancarlo Abete, escludendo l'ipotesi della scheda bianca.
"La scelta è tra lui e Giancarlo Abete. Scheda bianca mai. Il voto a Malagò è alla persona, sulla fiducia e sulla speranza. Uomo di valore, bravo a fare politica e che nello sport ha lasciato il segno. Per questo merita fiducia."
Criscitiello ritiene però che il nuovo presidente si troverà subito davanti a sfide molto complesse, sia nei rapporti con il Governo sia nella gestione degli equilibri interni al calcio italiano.
"Dovrà risolvere i problemi con il Governo che non lo vede di buon occhio, dovrà difendersi dagli attacchi romani di Lotito che però in questi anni ha perso potere nella politica del calcio."
Le critiche al sistema e alle possibili nomine
Secondo il giornalista, il semplice cambio al vertice della Federazione non sarà sufficiente senza una riforma più profonda.
"Malagò dovrà cambiare tutto ma siamo consapevoli che senza cambiamento dello statuto anche Malagò potrà fare ben poco per risollevare il calcio italiano. Cambiare solo Presidente non ha senso. In Federazione bisogna cambiare i dirigenti e la mentalità. Bisogna pensare al bene del sistema e non al proprio orticello."
Nel suo intervento, Criscitiello ha anche criticato lo stato attuale del movimento calcistico nazionale, sottolineando il ritardo accumulato rispetto alle altre grandi nazioni.
"In Italia pensiamo a votare il Presidente Federale quando tutte le Nazioni si stanno giocando un Mondiale. Infantino avrà sbagliato anche a parlare ma ha detto la verità. Siamo un Paese morto ma la cosa più grave è che fingiamo di stare benissimo."
L'editoriale si sofferma poi sulle possibili prime decisioni di Malagò, giudicate negativamente dall'autore.
"Le prime due mosse di Malagò, se confermate, saranno due autogol clamorosi. Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale e Sara Gama come Vice Presidente Federale."
Il giudizio su Sara Gama e l'augurio finale
In particolare, Criscitiello si è espresso in maniera critica sulla possibile nomina di Sara Gama.
"Stesso discorso per Sara Gama. Vogliamo dare un segnale politico, di fratellanza ed eguaglianza? No, non ce ne frega nulla. Non possiamo mettere un vice presidente donna solo per dare un segnale e per farsi belli in pubblico. Non è questo il tempo. Abbiamo bisogno di competenza e non slogan. Abbiamo bisogno di gente capace e non messa in ruoli sbagliati solo per dare segnali di ideologia. Sara Gama non conosce la A, la B, la C, la D e neanche il calcio giovanile. Malagò deve portarci gente seria e competente in questo settore."
Infine, il giornalista ha rivolto un augurio al futuro presidente della FIGC, ribadendo però il proprio giudizio severo sul momento attraversato dal calcio italiano.
"In bocca al lupo al nuovo Presidente. Oggi, a Roma, applausi e abbracci ma ricordiamoci che siamo morti. C’è poco da festeggiare ai funerali. E se queste sono le premesse, il futuro è peggiore del passato".
