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Un mirto con... Raffaele Paolino: "Com'è possibile che non si presenti mai un magnate desideroso di investire sul Cagliari e sulla Sardegna, con tutto ciò che questo comporta? Pensiamo all'esempio del Como. Preoccupa il silenzio degli americani"

Un mirto con... Raffaele Paolino: "Com'è possibile che non si presenti mai un magnate desideroso di investire sul Cagliari e sulla Sardegna, con tutto ciò che questo comporta? Pensiamo all'esempio del Como. Preoccupa il silenzio degli americani"
Oggi alle 00:01Un mirto con...
di Matteo Bordiga

L’ex attaccante del Cagliari Raffaele Paolino, intervistato da Tuttocagliari.net, riavvolge il nastro della stagione rossoblù e poi esprime un dubbio che, probabilmente, assilla da tempo molti tifosi isolani: “Perché non si intravede in giro un imprenditore estremamente facoltoso che decida di investire massicciamente sul Cagliari e sulla Sardegna, con tutto ciò che questo comporta?”.

Raffaele, al termine di un’annata costellata di alti e bassi la formazione isolana ha conquistato la salvezza e si è pure tolta qualche soddisfazione, battendo squadre sulla carta ben più attrezzate.

“Il Cagliari è una squadra giovane, e se teniamo conto del finale di stagione tutto sommato ha fatto il suo dovere. Certo, in alcuni momenti sembrava che fossimo in procinto di mandare tutto a carte quarantotto: le otto sconfitte in dieci partite ci avevano fatto ripiombare nell’incubo. Credo che nel complesso avremmo potuto fare anche meglio, specialmente nel periodo in cui avevamo accumulato tantissimi punti di vantaggio sulla zona retrocessione: osando di più e accettando di rischiare qualcosa anche contro avversari blasonati ci saremmo potuti divertire e, secondo me, avremmo scalato qualche posizione in classifica. Ma ci sono mancati un po’ di coraggio e di spregiudicatezza.”

Quali sono le sue sensazioni riguardo il futuro della compagine sarda?

“L’attuale serie A è così scarsa che ci basterebbero due o tre ritocchi mirati per assestarci stabilmente nella parte sinistra della classifica. Mi preoccupa però il silenzio assordante della società riguardo il progetto di partnership con gli americani. Il 31 maggio gli investitori a stelle e strisce avrebbero dovuto acquisire le quote di maggioranza del club, ma siamo arrivati a fine giugno e ancora tutto tace. Insomma, capisco che la loro intenzione sia innanzitutto quella di investire sul nuovo stadio, ma francamente sono perplesso. E se la prima pietra dello stadio dovesse essere posta solo tra tre o quattro anni? Nel frattempo la squadra cosa farà? Continuerà a vivacchiare? E poi io proprio non capisco perché non ci sia nessun imprenditore alla Suwarso - il presidente del Como - desideroso di investire in Sardegna. Insomma, ci sarebbero tutti i presupposti per fare grandi affari non solo col Cagliari, ma anche - ad esempio - nel settore turistico. Mi chiedo come mai a Cagliari, che è una città più grande e anche più bella di Como, tutto questo non si possa o non si voglia fare…”

Capitolo-calciomercato. Se l’obiettivo è realmente quello di alzare l’asticella delle ambizioni come e dove andrebbe ritoccato l’organico attuale?

“Innanzitutto occorre sostituire il prima possibile Marco Palestra. E si tratta di un problema di non facile soluzione. Poi ci servono un difensore centrale esperto e capace di comandare la difesa, un centrocampista di qualità e una punta centrale da almeno quindici gol a stagione. Belotti? Non sappiamo in che condizioni fisiche si ripresenterà l’anno prossimo, e in più non è neanche giovanissimo. In questo momento rappresenta ancora un punto interrogativo. Ma su una cosa voglio essere chiaro: noi non possiamo pianificare un mercato estivo esclusivamente all’insegna del risparmio. La società deve mettere seriamente mano al portafoglio se vuole dare seguito alle parole pronunciate nei giorni scorsi. L’obiettivo è quello di consolidarci e di crescere, come ci hanno ripetuto le alte sfere dirigenziali? E allora bisogna investire. Personalmente mi fa ben sperare il fatto che sia stata data continuità al progetto tecnico con la riconferma in panchina di Fabio Pisacane: ultimamente a Cagliari gli allenatori, nella migliore delle ipotesi, non duravano più di un anno.”