FIGC, Malagò: "Obiettivi? Il mio sogno è proiettato al 2032. L'imitazione di Crozza? Mi fa morire dal ridere"

FIGC, Malagò: "Obiettivi? Il mio sogno è proiettato al 2032. L'imitazione di Crozza? Mi fa morire dal ridere"
Oggi alle 16:45Altre notizie
di Giorgia Zuddas

Giovanni Malagò, commissario della FIGC, è intervenuto allo "Sport & Culture Festival" di Mondovì, tornando sul mancato tesseramento che gli ha impedito di assumere la presidenza federale. Nel corso dell'incontro, ha affrontato il futuro del calcio italiano, soffermandosi sul lavoro delle Nazionali, sul rapporto con il ct Mancini e sugli obiettivi in vista dei prossimi Europei, fino alla competizione del 2032 che si disputerà in Italia. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate dall'ANSA.

Le dichiarazioni di Malagò

"Sono stati mesi incredibili e faticosi - ha dichiarato Malagò, come riportato dall'ANSA - Mi ritrovo commissario. Però non abbiamo mai smesso di lavorare. Dobbiamo fare qualcosa di diverso e coraggioso, l'unica cosa che non possiamo permetterci è stare fermi. 

A cosa mi tessererò prima delle elezioni del 14 dicembre? Per un club impegnato nel sociale, ma stendiamo un velo pietoso su questa vicenda.

Se comprerei un'auto dal ministro Abodi? Non mi risulta che se ne occupi.

Le mie scelte? Sul ct, molti dicevano che era sbagliato, però oggi mi ritrovo con un'Under 21 qualificata alla fase finale degli Europei, con l'ambizione di tornare alle Olimpiadi; questa è la squadra con cui giocheremo gli Europei del 2032 in casa; con una Nazionale che a novembre se la giocherà per andare ai quarti di Nations, in un girone di ferro; e giocando bene, con entusiasmo, piena di esordienti e ragazzi giovani che potrebbero fare gli Europei under 21. Giocatori che gli italiani non conoscevano, su cui Mancini sta lavorando bene. E poi la nazionale femminile, che si gioca la partecipazione al mondiale. Siamo stati capaci? Non lo so, ma i risultati stanno arrivando. 

A Mancini cosa ho detto? La prima cosa che ho detto è stata: prima della gara non vi starò mai tra i piedi, sarebbe un'invasione di campo, però io ci sono sempre, per tutti, nella gioia e nel dolore.

Perché ho deciso di candidarmi? Vedere il calcio ridotto com'era, era un dolore per me, è stato un po' un richiamo della foresta. Noi dobbiamo recuperare l'orgoglio, anche nel calcio. 

Mio padre cosa direbbe oggi? Il 22 giugno mi avrebbe detto che era orgoglioso di me, dopo, per quello che è accaduto, mi avrebbe chiesto ogni giorno di mandarli a quel Paese.

L'imitazione di Crozza? Mi fa morire dal ridere.

Obiettivi? Il mio sogno è proiettato al 2032: crescere, qualificarci agli Europei del 2028 in Inghilterra, qualificarci al Mondiale e completare il percorso agli Europei che giocheremo in casa".