Gilardino: "Tornare a Parma è come tornare a casa. Il Tardini deve essere il nostro fortino"
Il tecnico del Parma Alberto Gilardino, intervistato da Sky Sport, ha raccontato le sensazioni provate nel tornare al Tardini, questa volta nelle vesti di allenatore: "E' un po' come tornare a casa in un'altra veste, sono felice e orgoglioso di questa opportunità. Sono altrettanto felice della squadra che ho trovato, mi hanno dato grande disponibilità nei primi quattro allenamenti, è un grande punto di partenza".
Qui sei diventato famoso per l'esultanza con il violino, raccontaci com'è nata
"E' stata la mia storia da giocatore, mi piacerebbe veramente tanto che i giocatori possano gioire sotto la stessa curva. Il Tardini deve essere il nostro fortino, dobbiamo avere la mentalità di fare tanti punti in casa. Sai che a me non piace tanto parlare del mio passato, penso già al futuro...".
Da violinista sei diventato direttore d'orchestra?
"Dovrò essere bravo a farlo coi singoli giocatori e con tutta la squadra, contano i principi che dovremo mettere in campo".
Ritrovi una Serie A diversa rispetto alla tua ultima esperienza.
"Mi piace molto questa Serie A e la velocità del gioco, si fischia molto di meno i contatti e sono aspetti allenabili durante la settimana. Le mie esperienze mi hanno formato, mi hanno migliorato. Il tempo che ho avuto in questi mesi mi ha permesso di aggiornarmi e di rubare ad altri allenatori, di conoscere i nuovi giocatori della Serie A".
Chivu ha spiccato da qui il volo. Che Parma ci dobbiamo aspettare contro l'Inter?
"L'Inter è una squadra fortissima, tra le migliori in Italia e in Europa. Dobbiamo avere una forte mentalità, senso di appartenenza e ambizione, da parte di tutti. Se ognuno di noi ce l'ha, questo potrà portarci a ottime prestazioni".
Che impressioni hai avuto del nuovo corso azzurro?
"Bisogna essere fiduciosi, lasciar lavorare il ct con tutto il suo staff e i tanti giocatori che ci sono in Nazionale, il ct deve fare le sue valutazioni".
