Cesari: "Il VAR deve essere il supporto, non la decisione. Kalulu? Rigore evidente"
L'ex arbitro Graziano Cesari, intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli dopo aver partecipato all'incontro di Lissone con i vertici arbitrali, ha fatto il punto sull'avvio di stagione e sulla nuova linea adottata dalla classe arbitrale: "I dati riguardano le prime cinque giornate e chiaramente non possono essere ancora del tutto indicativi. Rigori ed espulsioni sono molti meno rispetto all'anno scorso, quasi a livelli da Premier League. C'è poi un dato molto importante relativo al tempo effettivo: rispetto alla scorsa stagione abbiamo circa cinque minuti in più".
Cesari ha poi parlato della nuova impostazione voluta da Daniele Orsato: "Mi è sembrato molto determinato. Si è definito un allenatore e non un designatore, perché vuole far crescere gli arbitri, che lui stesso ha chiamato 'i bambini'. Mi piace questa definizione, perché un allenatore si assume anche le responsabilità di quello che accade".
Sul rapporto tra arbitro e tecnologia, invece, l'ex direttore di gara è stato netto: "Non mi piacciono gli arbitri anonimi, quelli che non prendono mai una decisione e fanno come Ponzio Pilato, lavandosene le mani e aspettando il suggerimento del VAR. L'arbitraggio moderno non può essere questo. Non vorrei che si arrivasse al punto in cui il VAR non conta più nulla. Deve esserci equilibrio. Il VAR deve essere il supporto, non la decisione".
Infine, Cesari ha richiamato uno degli episodi più discussi di questo avvio di campionato: "Penso, ad esempio, alla trattenuta di Kalulu sul giocatore dell'Atalanta: per me è un rigore talmente evidente che non c'è neanche bisogno di discuterne".
