Koulibaly: "In Italia il razzismo è ancora diffuso“

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di Martina Musu

Kalidou Koulibaly ha ripercorso alcuni momenti della sua lunga esperienza nel calcio italiano, vissuta tra il 2014 e il 2022 con la maglia del Napoli. Ospite del podcast The Mo Show, l’ex difensore senegalese ha raccontato di essere stato vittima di episodi di razzismo durante gli otto anni trascorsi in Serie A.

Il ruolo che i calciatori possono avere nella lotta alle discriminazioni

Nel corso della mia esperienza italiana ho avuto purtroppo a che fare con il razzismo in due o tre occasioni. Per mè è qualcosa di inaccettabile, che non dovrebbe far parte del calcio e nemmeno della vita in generale, ma lì durante la mia permanenza era ancora molto diffuso, non so se adesso ci siano stati dei miglioramenti, ma questi non possono bastare, è qualcosa che va completamente eradicato. Noi calciatori abbiamo un grande potere, possiamo parlare alle persone e ai giovani in particolare, possiamo aiutarli a capire e istruirli. Le istituzioni devono fare però la loro parte, rendendo più pesanti le pene, con multe e sanzioni, con la chiusura degli stadi. Dal canto mio, lotterò sempre contro il razzismo e le discriminazioni. Non è possibile odiare una persona per il colore della sua pelle, per il Paese da cui proviene, o magari per la città in cui è nato, come succede a volte in Italia”.