Malagò: "Tra sei anni un Europeo in casa, bisogna guardare con prospettiva"
Il presidente della FIGC Giovanni Malagò è intervenuto da Coverciano dopo aver ricevuto il sostegno ribadito dalla Lega Calcio Serie A attraverso le parole di Ezio Simonelli. Tra i temi affrontati anche gli obiettivi del suo mandato, della durata di sei anni, e il percorso della Nazionale tra presente e futuro. Di seguito le sue parole, con domande e risposte lasciate intatte.
Alla fine di questi sei anni sarebbe contento se l’Italia avesse raggiunto quale obiettivo?
“Non si può rispondere. E spiego il mio punto di vista: io, lo ricordavo al funerale di Mazzola, ero ragazzo, avevo 10 anni quando vidi Italia-Germania 4-3. Poi mi ricordo anche il ritorno all’aeroporto di Fiumicino: gli lanciavano i pomodori! Cioè, l’Italia aveva battuto una delle squadre più forti di tutti i tempi, era arrivata in finale e aveva chiuso seconda, e le tiravano i pomodori? Dice tanto di come ragioniamo. Mentre altre volte non sei andato vicino, ma hai dato tutto, senza polemiche, hai fatto sentire orgogliosi e l’accoglienza è diversa. Il confronto dipende dalle aspettative”.
Le piace questa Italia di esperti e giovani?
“Sarei un pazzo se dicessi di no. Ognuno ha le sue opinioni: più o meno sono le persone che potevo immaginare, sapendo come ragiona il ct. Qualcosa di consolidato e qualcosa di prospettiva… Tra due anni giochiamo un Europeo, tra quattro anni un Mondiale, risultati permettendo, e tra sei anni un Europeo in casa, almeno siamo qualificati di diritto: battute a parte, devi guardare con prospettiva a questi sei anni, altrimenti saresti un irresponsabile, ma anche all’oggi e forse anche a ieri sera”.
