Maresca tra futuro, giovani e calcio moderno: “In Italia servono coraggio e apertura”
Dopo l’esperienza al Chelsea, culminata con la vittoria della Conference League e del Mondiale per Club, Enzo Maresca resta uno dei tecnici più osservati sul mercato internazionale. Il suo nome viene accostato sia al Napoli sia al Manchester City in vista della prossima stagione. Intervistato da Sky Sport, l’allenatore ha affrontato diversi temi, dal proprio futuro fino all’evoluzione del calcio europeo.
Sul possibile ritorno in Serie A o sulla permanenza in Premier League, Maresca ha spiegato
“Mi piacerebbe tornare in Italia o resto in Premier? Sono in Inghilterra da 7-8 anni, mi trovo benissimo, ma il lavoro dell’allenatore ti porta ad andare dove c’è una situazione ideale per te e questo può essere anche l’Italia. Per ora non so ancora cosa accadrà, vedremo dove andrò. A casa sto bene ma non per tanto tempo (ride, ndr)”.
L’ex collaboratore di Pep Guardiola ha poi ricordato l’impatto avuto dall’esperienza al Manchester City sulla propria crescita professionale. Secondo Maresca, il tecnico catalano gli ha trasmesso soprattutto metodo e mentalità lavorativa
“Cosa mi ha insegnato Pep? E’ stata un’esperienza fondamentale, mi ha trasmesso il metodo, cioè come fare le cose che puoi immaginarle solo e con lui ho anche avuto la fortuna di vedere come lavorare a determinate cose. E poi risaltava la cultura del lavoro quando arrivava alle 7 del mattino fino alle 19 ed era l’ultimo a spegnere le luci in ufficio. Questo dimostra anche la passione che ha”.
Parlando dell’evoluzione tattica e tecnica del calcio europeo, Maresca ha indicato il Paris Saint-Germain come esempio da seguire. A suo avviso, i risultati ottenuti dal club francese confermano un cambiamento già evidente nelle competizioni internazionali.
“Sta cambiando il calcio? La Champions lo dimostra, si sta andando in quella direzione, vedi Psg-Bayern, ma il Psg in generale lo sta dimostrando, anche quest’anno è in finale e c’è sempre un perché se hanno vinto già e sono ancora lì. Da loro possiamo imparare tanto”.
L’allenatore si è soffermato anche sulle difficoltà del movimento calcistico italiano, sottolineando come il problema non dipenda soltanto dalla mancanza di giovani di qualità. Per Maresca servirebbe soprattutto maggiore fiducia nei ragazzi e una mentalità più aperta verso ciò che accade all’estero
“Crisi del calcio italiano? Quando c’è qualcosa che non va c’è sempre più di un motivo. C’è bisogno a livello culturare di cambiare qualcosa. Continuo a sentire che non ci sono talenti giovani ma non è vero, serve solo coraggio nel farli giocare. Il giovane poi sbaglia come un veterano. Io con i giovani mi sono trovato benissimo sia al Chelsea che in altre esperienze all’estero o al City U23. Ripeto, tutti sbagliano. E poi siamo orgogliosi, ci difendiamo sempre e non impariamo dagli altri. Siamo sempre convinti che le cose che facciamo noi sono le migliori, ma non è così. Bisognerebbe capire cosa fanno altrove, invece pensiamo sempre di essere i migliori. Invece noi possiamo imparare tanto anche dagli altri”.
