Mondiali 2026, Congo verso la partecipazione nonostante l'emergenza Ebola
La partecipazione della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali 2026 continua a far discutere a causa della grave epidemia di Ebola che sta colpendo il Paese africano. Nonostante le restrizioni sanitarie introdotte dagli Stati Uniti, nelle ultime ore sono arrivate rassicurazioni da parte di un funzionario del Dipartimento di Stato americano: la selezione congolese dovrebbe poter prendere parte regolarmente alla competizione in programma dall'11 giugno al 19 luglio.
Il ritiro in Belgio per evitare le restrizioni sanitarie
Secondo quanto riportato dalla redazione di TMW, la nazionale non sarà sottoposta alla quarantena obbligatoria di 21 giorni prevista per i viaggiatori provenienti dalla RDC. Una posizione differente rispetto alle recenti dichiarazioni di Andrew Giuliani, membro della task force della Casa Bianca per il Mondiale, che aveva chiesto alla squadra di “mantenere l’integrità della bolla sanitaria” prima dell’arrivo a Houston. Per ridurre ogni rischio, la federazione congolese ha deciso di trasferire il ritiro pre-Mondiale in Belgio, rinunciando al programma originariamente previsto a Kinshasa. Una scelta che consentirà ai giocatori guidati dal commissario tecnico Sébastien Desabre, tutti impegnati in club esteri, di evitare le restrizioni imposte dagli Stati Uniti ai viaggiatori provenienti da RDC, Uganda e Sudan del Sud. Resta però alta l'attenzione sulla situazione sanitaria nel Paese. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il rischio epidemico come “molto elevato”: i dati ufficiali parlano di oltre 860 casi sospetti e più di 200 vittime. Nel frattempo, il governo congolese ha chiesto alla FIFA il rimborso dei biglietti acquistati dai tifosi impossibilitati a entrare negli Stati Uniti a causa delle restrizioni sui visti.
