Mondiali: Paradosso tecnologia, l'ultima polemica arbitrale è per un cavo tv

Mondiali: Paradosso tecnologia, l'ultima polemica arbitrale è per un cavo tv
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Ieri alle 23:20Altre notizie
di Vittorio Arba
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(ANSA) - ROMA, 12 LUG - C'erano una volta le polemiche per gli errori arbitrali, che si perdevano nella nebbia delle discussioni per la mancanza - spesso - di immagini sufficientemente chiare per decidere chi avesse ragione. Poi sono arrivate le innovazioni tecnologiche, le telecamere si sono moltiplicate, sono comparsi i chip nei palloni ed è stato introdotto il Var. La nebbia si è diradata e le polemiche sono rimaste. Nel mirino ora c'è la stessa tecnologia, che cambia direzione al pallone e andamento alle partite. Almeno secondo i detrattori, norvegesi e svizzeri eliminati da Inghilterra e Argentina la scorsa notte. Il caso più rumoroso è quello di Inghilterra-Norvegia. In pieno recupero un rinvio del portiere norvegese Nyland scende in picchiata sui piedi dell'inglese Anderson, che dà il via all'azione del momentaneo pareggio di Bellingham. Mentre i Tre Leoni festeggiano, però, l'estremo difensore scandinavo corre furioso verso l'arbitro e indica il cielo. A suo avviso, il pallone ha colpito il cavo della "spidercam", la telecamera sospesa sullo stadio, modificando la traiettoria. Ne sono convinti anche i suoi compagni e lo staff tecnico. "Il pallone è caduto dritto dal cielo, quindi ha cambiato direzione. Ma non possiamo farci nulla. Non credo che rigiocheremo la partita. Quindi le cose stanno così", ha detto il ct Solbakken al termine del match.

La Fifa, dal canto suo, ha rilasciato una dichiarazione secondo cui dal microchip dentro il pallone non emerge "nessuna prova che il pallone abbia toccato il cavo sospeso e ne abbia modificato la traiettoria". Scatenati gli inglesi, abituati a venire graziati o puniti da sviste arbitrali destinate a entrare nella storia dei Mondiali, che sia il gol fantasma di Hurst nella finale del 1966 o la rete di mano di Maradona vent'anni dopo. Sul Guardian si parla di "Cablegate" e si analizzano fotogramma per fotogramma la traiettoria del pallone e gli eventi successivi. E sui social non si lesinano le battute sul "cavo di Dio". Passano poche ore e a lamentarsi è la Svizzera, stavolta perché la tecnologia funziona. Poco dopo la metà del secondo tempo Paredes viene ammonito per un fallo su Embolo, poi l'arbitro Pinheiro va al Var e scopre che lo svizzero ha simulato: in virtù delle novità regolamentari sull'"errore di identità" il giallo viene invertito ed Embolo, già ammonito, prende la via degli spogliatoi. Furiosi gli elvetici. Parla addirittura di decisione "catastrofica" il centrocampista Rieder: "Non capisco come il Var possa cambiare una partita con una situazione simile, bisogna semplicemente lasciare che l'arbitro faccia il suo lavoro". Sulla stessa linea il ct Yakin, secondo cui l'errore era già a monte nel giallo a Paredes che ha determinato poi l'espulsione di Embolo: "Non c'era alcuna ragione per dare quel cartellino giallo, non capisco, era una situazione innocua. Non capisco come sia stata presa questa decisione e che alla fine il nostro giocatore sia stato espulso". In ogni caso, "penso che il calcio non ne sia uscito vincitore". E forse nemmeno il progresso, nato per sedare i conflitti e finito per alimentarli. (ANSA).