Perinetti sull'Italia: “Manca la materia prima, va formata. Più potenzialità Zola per il futuro”
ll direttore sportivo Giorgio Perinetti ha analizzato ai microfoni di TMW il momento della Nazionale italiana, soffermandosi sulle difficoltà incontrate e sulla necessità di intervenire a partire dalla formazione dei giovani.
Secondo Perinetti, l'Italia aveva iniziato il percorso con aspettative importanti, ma il confronto con il Belgio ha evidenziato un divario legato soprattutto alla qualità del lavoro svolto a livello giovanile.
“Si erano create delle aspettative per dare un po' di slancio, ma la prima partita è stata contro un Belgio che ha maggiore qualità. Una qualità che viene allenata fin dalle giovanili, certamente bisogna ripartire dal basso se si vogliono ottenere risultati nel lungo termine”.
Il tema centrale diventa quindi quello della formazione. Alla domanda su cosa significhi concretamente “ripartire dal basso”, Perinetti indica un possibile cambiamento nei criteri con cui vengono formati i giovani calciatori.
"Cambiando i criteri di formazione del settore giovanile. Mancini fa quel che può, ha fatto bene in passato e può fare bene anche adesso. Ma ha più potenzialità Zola per cambiare qualcosa nel futuro piuttosto che Mancini. Manca la materia prima, va formata. Come fa proprio il Belgio, che svolge un lavoro in profondità".
Infine, il dirigente individua anche alcuni elementi positivi emersi dalla partita, indicando nella reazione della squadra nella ripresa un punto da cui ripartire.
"Nel primo tempo siamo stati timidi. Bisogna ripartire dai venticinque minuti del secondo tempo. Occorrono coraggio, ritmo e aggressività".
