Romagnoli (La Repubblica): "Salvate l’osservato Romano. È stato Rodri per un giorno, poi è scesa la notte. Lui avrà molto tempo, Mancini meno"

Romagnoli (La Repubblica): "Salvate l’osservato Romano. È stato Rodri per un giorno, poi è scesa la notte. Lui avrà molto tempo, Mancini meno"
Oggi alle 10:15Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Gabriele Romagnoli dedica il suo editoriale a Romano dopo il difficile esordio col Belgio: l'invito è a non bruciare il giovane

Gabriele Romagnoli dedica il suo editoriale sulle colonne de La Repubblica ad Alessandro Romano, finito al centro delle critiche dopo il difficile esordio con la Nazionale contro il Belgio.

Romagnoli: «Salvate l’osservato Romano»

“Salvate l’osservato Romano” è il titolo scelto dal giornalista, che parte dalla rapidità con cui il ventenne del Cagliari è passato dall'essere indicato come uno dei talenti su cui costruire il futuro azzurro a diventare uno dei principali bersagli dopo la sconfitta dell'Olimpico.

"Era l’Osservato Romano. E siamo già ai saluti, Romano. È stato Rodri per un giorno, poi è scesa la notte all’Olimpico. Non si uccidono così anche i ragazzi? Alessandro Romano, vent’anni compiuti a giugno, sette partite in Serie A, una in Nazionale, è l’esempio dei difetti di questa stagione italiana, non soltanto sportiva: avventurismo, disperazione, immotivato entusiasmo, vile ferocia. Romano aveva esordito nella Roma, non aveva convinto Gasperini, era stato mandato in prestito a La Spezia e poi ceduto (con una formula bislacca, ma di fatto ceduto) al Cagliari. Con una plusvalenza di 5 milioni di euro. (...) Titoli sul colossale sbaglio della Roma: prendere l’anziano De Roon e dare via il faro azzurro del prossimo ventennio. Interviste ad allenatori che fanno grandiose profezie. Sondaggi che lo danno già davanti a Forza Italia. La patria chiamò, Romano rispose. Poi si gioca, il ragazzo commette un errore, l’interruttore gli va su Off, non illumina, resta spento come e più degli altri. (...)"

«È stato lui a illudere o gli altri a illudersi?»

Il punto centrale dell'editoriale è proprio il repentino cambiamento nel racconto intorno al centrocampista. Prima l'entusiasmo e i paragoni importanti, poi, dopo una sola partita negativa, il processo.

Romagnoli si domanda quindi quanto sia corretto attribuire al giocatore la responsabilità di aspettative create soprattutto intorno a lui:

"Il giorno dopo ha perso la bacchetta e l’avvenire, non ci sono più paragoni, viene fiocinato come la più grossa e subdola delle illusioni. Ma è stato lui a illudere o gli altri a illudersi? (...)."

«Romano avrà molto tempo. Mancini meno»

La riflessione si sposta quindi sulla gestione dei giovani e sulla distanza che separa due atteggiamenti opposti: proteggerli eccessivamente oppure lanciarli immediatamente caricandoli di responsabilità.

"Tra i giovani da non bruciare e quelli da lanciare a tutti i costi c’è uno scarto, fatto di tempismo, inserimento nel contesto appropriato, indulgenza. È facile pensare che per un’operazione del genere fosse più adatto Baldini di Mancini, che per fare gioco occorra essere fuori dai giochi e che lui non avesse sbagliato la scelta dei posti da cui non andarsene (né di quelli da cui farlo), ma forse anche questa è una conclusione affrettata. Romano avrà molto tempo. Mancini meno. La meravigliosa estate del 2021, Wembley e Tokyo, per lui e Malagò è finita. Per Romano era primavera".

L'editoriale si chiude dunque separando i tempi del giovane centrocampista da quelli di chi guida la Nazionale: Romano ha appena iniziato il proprio percorso e, secondo Romagnoli, deve poter crescere senza essere prima esaltato e poi bocciato nel giro di una partita.