Rosetti: "Il VAR non può riarbitrare la partita. Bisogna tornare a un utilizzo più mirato"

Rosetti: "Il VAR non può riarbitrare la partita. Bisogna tornare a un utilizzo più mirato"TUTTOmercatoWEB.com
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di Vittorio Arba
UEFA, Rosetti chiede un VAR più mirato nel 2026/27: arbitro centrale, stop agli interventi microscopici e novità su secondi gialli e simulazioni in area.

“È calcio e non PlayStation: dobbiamo tornare all’utilizzo del VAR di una volta, più mirato. Il VAR non può riarbitrare la partita”. È il messaggio lanciato da Roberto Rosetti, capo degli arbitri UEFA, nel corso di un incontro con la stampa europea dedicato alle linee guida per la stagione 2026/27. Al centro dell’attenzione soprattutto l’utilizzo della tecnologia, che secondo Rosetti deve intervenire soltanto nei casi realmente chiari ed evidenti: “Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del VAR: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta. Oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene”.

“L’arbitro deve essere centrale”

Rosetti ha insistito anche sulla necessità di restituire maggiore responsabilità ai direttori di gara: “Vedere che gli arbitri aspettano il VAR non va bene. I direttori di gara devono essere decisionisti e non attendisti della sala VAR. Non è il VAR ad arbitrare, figuriamoci. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Il VAR non arbitra o riarbitra la partita, il VAR è un supporto”.

L’obiettivo, dunque, è avere arbitri “più precisi, forti e coraggiosi”, evitando interventi tecnologici su episodi marginali: “Abbiamo VMO di livello altissimo in Europa. Ma bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche”.

Secondo giallo: il VAR potrà correggere gli errori

Tra le principali novità annunciate da Rosetti c’è quella relativa ai secondi cartellini gialli. Il VAR potrà intervenire per correggere un errore evidente che abbia portato a un’espulsione, ma non potrà invece assegnare un secondo giallo non ravvisato in campo: "Molto utile. Quest’anno si sono viste situazioni, anche in Italia, con errori di secondo giallo non più ammissibili. Il primo giallo può capitare, è una decisione di chi è in campo: ma il secondo è espulsione e può interferire sulla partita in maniera netta”.

Primo giallo: due casi per l’intervento del VAR

Più limitata la possibilità di intervenire sul primo cartellino giallo: “Se intervenisse sempre sui primi gialli sarebbe la fine. Per il primo giallo si interviene in caso di scambio di persona oppure in area di rigore per la simulazione”.

Rosetti ha spiegato che il VAR potrà correggere, per esempio, un’ammonizione assegnata al giocatore sbagliato oppure intervenire in presenza di una simulazione in area.

Mano davanti alla bocca: “Niente rosso automatico”

Un altro chiarimento riguarda il gesto della mano davanti alla bocca: “Non ci sarà il rosso automatico. Niente espulsione. Sarà almeno giallo? Dipende, sarà a discrezione dell’arbitro”. La sanzione dipenderà quindi dalla valutazione del direttore di gara e dalla gravità del comportamento.

“Niente capannelli attorno all’arbitro”

Infine, Rosetti ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei capitani e sul rispetto nei confronti degli arbitri: “Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare”.

Il principio resta quello del rispetto reciproco: “Siamo sempre lì: al rispetto delle parti. Vicendevole. È una delle basi del calcio”.