Torino, Cairo: "Fatto un passo indietro, lascio lavorare Petrachi e Abate"
Urbano Cairo è intervenuto a margine della presentazione della nona edizione del Festival dello Sport, affrontando diversi argomenti legati al futuro del Torino, della Nazionale e più in generale del movimento calcistico italiano. Le sue dichiarazioni sono state riportate da Sky Sport e LaPresse.
Il presidente granata ha parlato innanzitutto del nuovo corso del Torino, spiegando la scelta di lasciare maggiore autonomia al direttore sportivo Gianluca Petrachi e all’allenatore Ignazio Abate: “Avete visto che non ho partecipato neanche alla presentazione del nuovo allenatore Abate, ho voluto fare un passo indietro, quindi c’era Petrachi che mi rappresentava. Adesso serve lasciare lavorare bene Abate, aiutandolo con qualche innesto importante di mercato, ci stiamo lavorando con Petrachi”.
Cairo ha poi aggiunto: “Seguo con grande attenzione, ma credo sia importante lasciare lavorare bene insieme Petrachi e Abate. Il mister mi sta piacendo, le prime sensazioni sono molto positive”. Parole di fiducia nei confronti del nuovo tecnico, nonostante il clima di contestazione che continua a coinvolgere la proprietà.
Situazione del calcio italiano
Il numero uno del Torino si è soffermato anche sulla situazione del calcio italiano, ribadendo la propria stima nei confronti di Giovanni Malagò e commentando positivamente la scelta di affidarsi a figure di esperienza come Paolo Maldini e Leonardo. Secondo Cairo, però, il rilancio del movimento deve partire dalle nuove generazioni e dalla valorizzazione dei settori giovanili.
Un tema che riguarda da vicino anche il Torino: “Negli anni '80 e '90 al Torino avevamo squadre straordinarie con Vatta e Bonetto alla guida del vivaio. Dal 2021, con Ludergnani pensiamo molto di più ai giovani. Non parlo solo della Primavera, ma anche e soprattutto dell'Under 13 e 14”.
Cairo ha poi preso come esempio il modello spagnolo: “La Spagna ha fatto tanto con i giovani e ha conquistato in questi anni una serie di trionfi in Europa e nel mondo. Questa riforma dobbiamo farla anche noi con il Club Italia”.
