Torino chiude il bilancio in passivo, Bertoldi: "Viene da pensare che Cairo preferisca vendere"
Il Torino continua a fare i conti con una situazione economica complicata. Il bilancio recente evidenzia un rosso di 13,1 milioni, portando a sette gli esercizi in perdita negli ultimi otto anni. Per analizzare il momento del club è intervenuto a Tuttosport l'economista Bernardo Bertoldi, docente all'Università di Torino ed editorialista de Il Sole 24 Ore. Di seguito un estratto delle sue parole:
"Il nuovo bilancio conferma la debolezza patrimoniale e il debito crescente. Per questo continuo a pensare che per l’estate potrebbe anche arrivare un nuovo proprietario per un prezzo del club che oscillerebbe tra i 130 e i 170 milioni. (...) Il bilancio precedente era stato chiuso in attivo grazie alle rilevanti plusvalenze prodotte dalla vendita di Buongiorno e Bellanova. Ma ogni anno il Torino perde strutturalmente, già soltanto per alzare la saracinesca e tenerla su per dodici mesi.
"Andando avanti così, sulla carta la perdita corrente sembra destinata, a meno di incredibili successi sportivi e di grandiose plusvalenze, a portare il Toro in basso, tra difficoltà sempre maggiori, lentamente ma inesorabilmente: come può accadere a tutti noi, se spendiamo più di quello che guadagniamo. Stando così le cose, cioè senza invertire questa rotta strutturale che perdura da anni, il Torino può far fronte a queste perdite adottando tre strade: la prima, vendere le cose che ha. Il Toro ha 119 milioni immobilizzati: 50 di marchio che realisticamente non puoi vendere se non si cede l’intera società e 58 milioni di rosa, e se continua a indebolirsi alla fine ci finisce davvero in Serie B”.
Tra le possibili strategie, Bertoldi individua anche quella di aumentare l’indebitamento, già però in forte crescita: "Continuare a indebitarsi. Adesso il Torino è arrivato ad avere 160,5 milioni di debiti complessivi. Nel bilancio precedente i debiti erano di 129,9 milioni, 30 di meno. Mi pare difficile poter andare tanto oltre”. (...) Cairo, da imprenditore serio e responsabile, ha rinunciato anche quest’anno a parte dei suoi crediti verso il Torino per coprire le perdite. E con la sua holding garantisce tutti i debiti. Non credo, però, che ci possiamo aspettare molto di più. E mi domando: che senso ha per lui perdere milioni ogni anno (tranne eccezioni), venire sempre più contestato dai tifosi e avere una squadra che galleggia a metà classifica, se non accadono brutte sorprese? Ecco perché viene da pensare che preferisca vendere il Torino, a questo punto, cercando di incassare il più possibile”.