Cagliari, che rimpianto a Roma! Adopo andava sostituito, Pisacane ha sbagliato. Il punto di Arba e Cornacchia

Cagliari, che rimpianto a Roma! Adopo andava sostituito, Pisacane ha sbagliato. Il punto di Arba e Cornacchia
Oggi alle 22:15Approfondimenti
di Vittorio Arba

La terza sconfitta consecutiva del Cagliari lascia l'amaro in bocca, ma anche segnali incoraggianti rispetto alle precedenti uscite. Nella tredicesima puntata de "Il punto di Arba e Cornacchia", la rubrica di TuttoCagliari.net, i giornalisti Giancarlo Cornacchia e Vittorio Arba analizzano il 4-2 subito dai rossoblù contro la Roma, soffermandosi sulla reazione della squadra di Fabio Pisacane, sulle prestazioni dei singoli e, soprattutto, sulla gestione delle sostituzioni nel finale. Al centro del dibattito la mancata uscita dal campo di Michel Adopo, apparso visibilmente affaticato e coinvolto negativamente nelle due reti che hanno deciso la partita. Spazio anche ai progressi di M'Bala Nzola, al gol di Daniel Maldini, al ritorno in campo di Yael Trepy e alla prossima, complicata trasferta contro la Lazio.

Giancarlo Cornacchia: "Ciao Vittorio! Grazie per quest'altra opportunità di parlare della partita del Cagliari. Raccontiamo un'altra sconfitta, ma stavolta i tratti sono totalmente diversi dalle precedenti due. Contro la Roma abbiamo visto una squadra che ha lottato, ci ha provato, si è difesa, ma senza esagerare. La retroguardia a tre/cinque varata da Pisacane ha risposto bene, di fatto ingabbiando la manovra dei giallorossi e costringendoli ad aprirsi per trovare spazi, nei quali i vari Fadera e Nzola hanno potuto inserirsi e portare diverse insidie alla retroguardia. Bene lo stesso angolano, che ha trovato il primo gol con la maglia rossoblù, ma anche Fadera, un giocatore ritrovato dopo le precedenti apparizioni deludenti. Quasi mi verrebbe da dire che si tratti più di una punta che di un esterno. Andato sotto dopo l'iniziale vantaggio, per via di due regali, di Obert sul primo e di Sugawara sul secondo, il Cagliari ha giocato, inutile negarlo, e nella ripresa ha costretto Gollini ad almeno quattro interventi decisivi, cinque se consideriamo quello su Trepy, al quale diamo il bentornato, arrivato sul 4-2. Il pareggio di Maldini è stato più che meritato e addirittura, con la Roma sulle gambe, si sarebbe potuto tentare il colpaccio. Invece sono arrivate due marcature, regalate quanto le prime due. E da dove sono arrivati questi regali? Dal povero Michel Adopo, che prima non chiude su Mora, libero di staccare di testa e battere Caprile, poi perde un'altra palla sanguinosa a centrocampo, proprio come a Monza, dando il via al gol di Malen che ha chiuso la gara. Caro Vittorio, abbiamo visto e commentato insieme tutto il secondo tempo e ci siamo accorti subito che il centrocampista francese era stanco, a stento riusciva a correre, e con il passare dei minuti il suo rendimento è vistosamente calato. Perché non sostituirlo? In panchina c'erano due elementi pronti come Massolin e, soprattutto, Fazzini. Per quale motivo Pisacane si è intestardito nel voler lasciare Adopo in campo, nonostante il palese stato di stanchezza? Un vero peccato, perché oggi avremmo potuto accogliere un pareggio dal valore grandissimo, specie perché ottenuto contro una grande del nostro campionato, in vista della seconda trasferta romana, sul campo della Lazio, oggi prima. Che ne pensi, Vittorio?"

Vittorio Arba: "Ciao Giancarlo! Onestamente, dopo quanto accaduto nella ripresa e soprattutto nei minuti finali, risulta persino difficile commentare il risultato di Roma-Cagliari. I rossoblù erano riusciti a raggiungere meritatamente il pareggio grazie a un ottimo atteggiamento, decisamente diverso rispetto a quello mostrato contro Monza e Bologna, e alle tante occasioni create, sulle quali Gollini è stato chiamato a compiere diversi interventi decisivi. Il gol di Daniel Maldini, subentrato nella ripresa, aveva premiato gli sforzi del Cagliari e, in quel momento, sembravano esserci tutti i presupposti per portare a casa un punto preziosissimo. Invece, ci ritroviamo a commentare la terza sconfitta consecutiva in campionato, maturata a mio avviso per un errore di valutazione che, questa volta, mi dispiace, ma devo attribuire a Fabio Pisacane. Mi riferisco naturalmente alla mancata sostituzione di Michel Adopo. Come abbiamo avuto modo di osservare insieme durante il secondo tempo, il centrocampista francese era visibilmente sulle gambe già dall'inizio della ripresa. Faticava a correre, a mantenere le distanze e a seguire gli avversari. A dire il vero, Adopo sembrava avere bisogno di rifiatare già da qualche partita, considerando anche il notevole dispendio di energie richiesto dal suo ruolo. Eppure Pisacane ha deciso di lasciarlo in campo, nonostante dalla panchina ci fossero alternative a disposizione. Una scelta che, purtroppo, ha inciso pesantemente sull'esito dell'incontro. Entrambe le reti che hanno deciso la partita sono nate da situazioni nelle quali Adopo è stato protagonista in negativo. In occasione del 3-2 ha perso la marcatura di Rodrigo Mora, che, pur non essendo certamente un gigante, è riuscito a staccare di testa e battere Caprile. Poco dopo, il francese ha perso un altro pallone sanguinoso a centrocampo, proprio come era accaduto contro il Monza, dando il via all'azione che ha permesso a Malen di realizzare il definitivo 4-2. Sia chiaro: non voglio mettere Adopo sul banco degli imputati. Quando un giocatore è palesemente stanco, è normale che possa perdere lucidità e commettere degli errori. Proprio per questo, però, spetta all'allenatore riconoscere il momento e intervenire con una sostituzione. Ed è ciò che, secondo me, Pisacane avrebbe dovuto fare. Il rammarico è ancora maggiore perché, al di là di questa gestione dei cambi, il tecnico rossoblù aveva preparato bene la partita. Il Cagliari aveva dimostrato di poter mettere in difficoltà la Roma e, soprattutto, aveva finalmente ritrovato quello spirito combattivo che era mancato nelle due precedenti sconfitte. Non sono mancate, inoltre, le indicazioni positive sul piano individuale. Penso innanzitutto a M'Bala Nzola, che ha trovato il suo primo gol in maglia rossoblù trasformando il calcio di rigore e che, per il resto della gara, ha lavorato molto per la squadra, mostrando progressi evidenti rispetto alle precedenti apparizioni, soprattutto a quella di Monza. Penso naturalmente a Daniel Maldini, capace di entrare dalla panchina e trovare la rete di un pareggio che, in quel momento, sembrava più che meritato. E penso soprattutto al ritorno in campo di Yael Trepy, probabilmente la notizia più bella della serata. Rivederlo sul terreno di gioco dopo tutto quello che ha passato è stato davvero emozionante. Tra l'altro, è andato vicinissimo al gol: sarebbe stata una soddisfazione enorme, che avrebbe certamente meritato. Insomma, rispetto alle gare contro Monza e Bologna abbiamo finalmente rivisto un Cagliari capace di reagire alle difficoltà, di creare occasioni e di giocarsela contro un avversario di grande valore. Per questo la sconfitta lascia ancora più amarezza: non è mancata la prestazione, ma è mancata la capacità di gestire il momento decisivo della partita. Non voglio invece entrare troppo nel merito della situazione di Jacopo Fazzini, arrivato alla quinta partita consecutiva senza scendere in campo. È un argomento che meriterebbe una riflessione a parte, anche considerando le possibili alternative che Pisacane avrebbe potuto utilizzare nel finale dell'Olimpico. Adesso, però, bisogna guardare avanti. Domenica il Cagliari tornerà nella Capitale per affrontare la Lazio di Gennaro Gattuso, attualmente in testa alla classifica e reduce dalle sei reti rifilate al Sassuolo. Un impegno che, sulla carta, si presenta ancora più complicato. Mi auguro di rivedere soprattutto l'atteggiamento mostrato contro la Roma, perché quello deve rappresentare il punto di partenza per provare a invertire la rotta. Allo stesso tempo, spero che ci sia maggiore lucidità nella gestione delle sostituzioni, perché in una partita di Serie A, soprattutto contro avversari di questo livello, anche una sola scelta può fare la differenza tra un risultato prezioso e una sconfitta. Ed è proprio questo il grande rammarico che mi porto dietro dalla serata dell'Olimpico: il Cagliari aveva fatto tanto per meritarsi il pareggio, ma alla fine è tornato a casa ancora una volta a mani vuote".