Cagliari, tra salvezza e ambizione: le parole di Angelozzi dividono i tifosi

Cagliari, tra salvezza e ambizione: le parole di Angelozzi dividono i tifosiTUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 18:15Approfondimenti
di Paola Pascalis

I risultati contro Juventus, Fiorentina e Verona hanno cambiato il volto della stagione del Cagliari. Tre vittorie pesanti che hanno spinto i rossoblù verso una salvezza che si prospetta più serena rispetto agli anni precedenti, riaccendendo entusiasmo nell'ambiente e facendo affiorare, quasi naturalmente, anche qualche ambizione in più rispetto al semplice obiettivo minimo della salvezza conquistata nelle ultime giornate, solitamente accompagnata da una buona dose di sofferenza calcistica. A raffreddare parzialmente il clima ci ha pensato però il direttore sportivo Guido Angelozzi, intervenuto in conferenza stampa nella giornata di ieri. Il ds ha ribadito la linea della società, soffermandosi sia sulla cessione di Sebastiano Luperto sia sull'ipotesi di un piazzamento intorno al decimo posto: "Prima di tutto dobbiamo raggiungere la salvezza, il calcio è fatto di situazioni. Con lui c'era una certezza, ma la certezza non è matematica. Se mi ricordo, quando abbiamo venduto Piccoli e Zortea tutti dicevano "che hanno fatto". Ne siamo usciti discretamente. Una società forte, quando c'è da fare una scelta la deve fare. Anche creare un po' di panico. La società forte è quella che le fa. Ci prendiamo noi i rischi ma siamo convinti di aver fatto la cosa più giusta per il club. Poi possiamo arrivare decimi, per me basta arrivare quartultimo e sono la persona più felice del mondo. Ci battiamo contro delle corazzate". 

Parole che non sono passate inosservate. In particolare il riferimento al quartultimo posto come traguardo che renderebbe comunque felice il ds, ha lasciato perplessa una parte consistente della tifoseria, arrivando in un momento in cui la classifica stava finalmente restituendo sorrisi e fiducia dopo mesi complicati. Il malcontento nasce da una sensazione diffusa: quella di una piazza che, forte dei segnali arrivati dal campo, chiede un pizzico di ambizione in più. La crescita, spesso richiamata dalla società come linea guida del progetto, difficilmente può prescindere anche dai risultati sportivi e da un miglioramento progressivo del piazzamento finale stagione dopo stagione, andando oltre la salvezza conquistata sul filo. Perché, come canta Luciano Ligabue, “chi si accontenta gode, così così”. E Cagliari, oggi, sembra non avere più voglia di accontentarsi.