Il ricordo di quel maledetto 4 marzo 2018
Sono passati otto anni, ma il ricordo di quell'intera giornata è vivido anche nel sottoscritto. Erano circa le 10.50 quando nella chat di servizio dei colleghi di RMC Sport arriva il messaggio di Stefano, collega di Udine (il giorno si sarebbe dovuta giocare, per l'appunto, Udinese-Fiorentina): "Ragazzi, è accaduto qualcosa ad Astori. Mi sto recando all'hotel". I primi istanti furono un mix di tensione, ma anche di perplessità, del resto il rischio delle fake news, o di qualche scherzo di pessimo gusto è sempre dietro l'angolo. I contatti con i colleghi di Firenze ed Udine erano fitti, la tensione aumentava con il passare dei minuti giacchè le forze dell'ordine erano già presenti presso l'hotel in cui alloggiava la Fiorentina.
Nel giro di pochi, ma interminabili minuti arriva il messaggio che non lasciava dubbi: "Il direttore Corvino si sta recando a Firenze per parlare con la compagna di Astori". Nel frattempo arriva anche la notizia che Genoa e Cagliari, che avrebbero dovuto giocare alle 12.30, non sarebbero scese in campo. L'incredulità, lo sgomento prendevano il sopravvento con il passare delle ore. Si continua a 'lavorare' con l'intento almeno di capire. Le informazioni arrivano, anche in maniera frammentaria. La conferma oramai c'è, e lavorare diventa problematico. Provo a sentire il tuo amico Vlada Avramov, che, in lacrime, mi dice di non riuscire a dire nulla. Persino il tuo ex ds, Francesco Marroccu, non è in grado di commentare una notizia del genere.
Le ore passano, mi avvicino alla finestra: il buio era arrivato da un pezzo, e penso al dolore di una giovane mamma con la sua bambina, che in quei momenti stavano percorrendo un'autostrada per raggiungere una fredda camera mortuaria, dove giaceva il corpo esanime di Davide. Impossibile potersi immedesimare.