Burrai: “Cagliari, una delle emozioni più grandi della mia carriera. Giocavo nella squadra del mio cuore”
A 39 anni Salvatore Burrai ha scelto di rimettersi in gioco tornando al Pordenone, club con il quale ha già vissuto pagine importanti della propria carriera. Il centrocampista sardo, cresciuto nel Cagliari e protagonista anche di un esordio in Serie A con la maglia rossoblù, ha raccontato il proprio percorso ai microfoni di SerieD24.com.
Burrai ha spiegato di aver scelto Pordenone per “chiudere un cerchio” e ricambiare l’affetto ricevuto negli anni: “La voglia di giocare a calcio l'ho sempre avuta e ce l'avrò sempre. Amo questo sport, lo faccio da tantissimi anni e credo sia uno dei lavori più belli al mondo. Ho deciso di tornare al Pordenone perché credo sia giusto chiudere un cerchio dopo tanti anni dove abbiamo raggiunto degli obiettivi molto importanti”.
Nel corso dell’intervista, spazio anche ai ricordi legati al Cagliari, squadra della sua terra e della quale Burrai è tifoso: “Quel tipo di emozioni lì non sono neanche facili da raccontare perché vivi dei momenti unici. Cagliari è stata importante per me perché io sono sardo e anche tifoso. L'esordio in A contro l'Ascoli è stato bellissimo perché facevo parte della prima squadra, c'era Marco Giampaolo in panchina e qualche anno dopo è arrivato Massimiliano Allegri. Giocavo nella squadra del mio cuore, della mia terra, e penso che sia stata una delle emozioni più grandi della mia carriera. Il ricordo è ancora oggi bellissimo e credo che rimarrà per sempre dentro di me”.
Burrai ha ricordato anche la sfida di Coppa Italia disputata a San Siro contro l’Inter: “Giocare a San Siro contro quell'Inter composta da tanti campioni è un altro ricordo indelebile. Abbiamo dato "fastidio" a una grande squadra portandoli fino ai calci di rigore. Per noi è stata un'emozione unica”.
Guardando al futuro, il centrocampista ha infine confermato la volontà di restare nel calcio anche dopo il ritiro: “Dopo il ritiro vorrei fare l'allenatore, ho già il patentino per poterlo fare. Vediamo se a fine anno riesco a prendere anche il patentino UEFA A”.
