Fortin: "Pirlo può fare bene in Nazionale. Peggio degli ultimi dieci anni è difficile"
Marco Fortin, ex portiere del Cagliari, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per commentare la scelta di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana e il progetto affidato a Paolo Maldini e Leonardo. Spazio anche al trasferimento del figlio Mattia al Palermo. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Fortin: “Pirlo può fare bene. Maldini figura di grande rilievo”
La scelta di Andrea Pirlo
“Secondo me Pirlo non è stato la prima scelta, però parliamo di un calciatore italiano straordinario che, come allenatore, ha già una discreta esperienza. La Nazionale non va gestita come una squadra di club e un ex calciatore con una spiccata personalità e un carisma come il suo può fare soltanto bene. Anche perché, onestamente, peggio degli ultimi dieci anni è difficile fare, con l’eccezione dell’Europeo”.
La fiducia in Maldini e Leonardo
Fortin ha espresso fiducia anche nei confronti della nuova struttura tecnica azzurra: “Speriamo che ci sia una ventata d’aria nuova. Credo che la figura di Maldini sia di grande rilievo e speriamo che la scelta di Pirlo possa darci qualche garanzia per il futuro prossimo”.
Il mancato arrivo di Guardiola
L’ex estremo difensore rossoblù si è poi soffermato sul mancato arrivo di Pep Guardiola, collegandolo alle difficoltà del movimento calcistico italiano nella crescita e nella valorizzazione dei giovani: “Secondo me anche la scelta di Guardiola di non venire è frutto del fatto che negli ultimi anni si sia lavorato poco e male nelle Nazionali inferiori e nei settori giovanili. Maldini e Leonardo hanno bisogno di tempo per partire dal basso e rivoluzionare il concetto di calcio italiano degli ultimi anni”.
Il problema della valorizzazione dei giovani
“I giovani italiani sono poco valorizzati e fanno fatica a giocare, mentre negli altri campionati un diciottenne può essere già stabilmente in prima squadra. Lì gli concedono anche di sbagliare e di crescere, mentre in Italia prevale la cultura del risultato. Questa mentalità deve cambiare radicalmente”.
“Bisogna avere il coraggio di provare qualcosa di nuovo”
Secondo Fortin, il calcio italiano deve avere maggiore coraggio anche nella scelta degli allenatori: “Le alternative erano Mancini, che non si era lasciato benissimo, e Conte, che in Nazionale c’è già stato. A parte un nome di rottura come Guardiola, bisogna avere il coraggio di provare qualcosa di nuovo. Se avessero scelto un tecnico proveniente dalle Nazionali giovanili, come Nunziata o Bollini, probabilmente la stampa e i dirigenti italiani avrebbero fatto il finimondo. In Spagna, invece, la scelta di De la Fuente è stata condivisa e i risultati si sono visti nel tempo”.
Pazienza e programmazione
“Servono pazienza, calma e programmazione. Credo che i contratti lunghi concessi a Pirlo e Maldini dimostrino la volontà di andare in questa direzione”.
Il trasferimento di Mattia Fortin al Palermo
Fortin ha infine parlato del trasferimento al Palermo del figlio Mattia, portiere classe 2003 reduce dall’esperienza con il Padova: “È stata una trattativa abbastanza veloce, anche se i primi interessamenti risalivano alla metà di giugno. Aveva la possibilità di restare al Lens, ma lì la porta era chiusa. Quando è arrivato il Palermo, che lo ha voluto fortemente, abbiamo ritenuto fosse la scelta migliore. Va in una piazza in cui quest’anno non devono provare a vincere, ma devono vincere. Le attese sono enormi e questo alza molto l’asticella della pressione. Probabilmente partirà un passo indietro nelle gerarchie, perché il Palermo ha un portiere forte come Joronen, ma può essere un anno importante per la sua maturazione e la sua crescita”.
“È una bella sfida”
“Mattia non ci ha pensato due volte e ha rifiutato altre squadre che magari gli avrebbero garantito un ruolo più importante. Ha preferito andare a Palermo, mettersi in mostra e giocarsi le proprie possibilità. È una bella sfida: è contento, entusiasta e carico”.
