Zé Pedro: "Vogliamo arrivare in alto, ma teniamo i piedi per terra. Pisacane il valore aggiunto"

Zé Pedro: "Vogliamo arrivare in alto, ma teniamo i piedi per terra. Pisacane il valore aggiunto"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 07:45Rassegna stampa
di Redazione TuttoCagliari
Zé Pedro racconta il suo legame con il Cagliari e invita a restare con i piedi per terra: «È giusto che i tifosi sognino. Pisacane è il valore aggiunto».

Zé Pedro guarda al presente del Cagliari, ma anche a un futuro che vorrebbe continuare a vivere in Sardegna. Il difensore portoghese, intervistato da Lorenzo Piras per L'Unione Sarda, ha raccontato il rapporto costruito con il club e con l'ambiente rossoblù.

Zé Pedro: «A Cagliari mi sono sentito subito a casa»

L'intesa, spiega, è nata immediatamente:

«Dal primo giorno mi sono sentito come a casa, questo è poco ma sicuro».

Questa è la sua seconda stagione in Sardegna e l'intenzione è quella di proseguire ancora a lungo:

«Spero ce ne siano tante altre. Ho un contratto fino al 2028, la società è solida e seria, con il presidente Giulini e i dirigenti i rapporti sono ottimi. Non ci manca niente».

«È giusto che i tifosi sognino»

Prima di trasferirsi a Cagliari, Zé Pedro conosceva la Sardegna soprattutto per il mare e la Costa Smeralda, ma era consapevole anche della storia della squadra e del forte senso di appartenenza dell'Isola. Un legame che ha poi potuto verificare direttamente alla Domus:

«Eccome. La Domus, non a caso, è un campo difficile per tutti».

Il momento attraversato dalla squadra ha inevitabilmente acceso l'entusiasmo. Dopo cinque giornate il Cagliari è quarto e i tifosi cominciano a guardare verso l'alto. Zé Pedro non vuole spegnere i sogni:

«È giusto che i tifosi sognino (sorride ndc). Qui, la gente, tiene alla maglia come in pochi posti ho potuto constatare. Ed è una cosa apprezzabile».

«Pisacane è il valore aggiunto»

Nel percorso di crescita del portoghese ha avuto un ruolo importante Fabio Pisacane, che lo considera ormai uno dei riferimenti della squadra. Zé Pedro ricambia la stima:

«Gli sono grato per la considerazione che ha nei miei confronti. Abbiamo la stessa cultura del lavoro ed entrambi riteniamo che i risultati arrivano dopo sacrifici e miglioramenti. Io cerco sempre di crescere e lui mi sta aiutando nel percorso: è una persona disponibile, aperta al dialogo, ma al contempo ferma nelle decisioni. È il valore aggiunto di questa squadra».

Zé Pedro frena sull'alta classifica

Il quarto posto non cambia però la prospettiva all'interno dello spogliatoio. Alla domanda sulla possibilità di rimanere a lungo nelle zone alte della classifica, il difensore sceglie la prudenza:

«Non lo so. Io sono realista: abbiamo fatto molto di più di quel che tutti attendevano da noi. Non è facile tenere certi ritmi, ma siamo un gruppo affiatato: tutto quel che viene, è frutto del lavoro. Pensiamo ad andare avanti, step dopo step. A migliorare giorno dopo giorno. Non voglio ripetermi: se è giusto che i tifosi sognino, lo è altrettanto che il Cagliari tenga sempre a mente qual è l'obiettivo stagionale. Poi sarà la storia del campionato a stabilire quale sarà il nostro punto di arrivo».

Un concetto che ritorna anche parlando dello spogliatoio. Per Zé Pedro la forza del Cagliari nasce soprattutto dalla compattezza costruita tra i giocatori:

«Di sicuro è molto affiatato. Lo abbiamo dimostrato davanti alle situazioni extra-calcistiche che sono capitate verso la fine del ritiro e dopo l'inizio del campionato, ma anche in campo, dove non abbiamo fatto sconti a nessuno. Il nostro è un ambiente sano, prima di tutto. Siamo amici in campo e fuori dal campo e questo, oltre ad essere importante per tanti altri motivi, ci aiuta non poco a superare anche le situazioni più negative che si verificano in modo puntuale durante ogni stagione».

Dalla gavetta portoghese alla Serie A

Il percorso che lo ha portato in Serie A è stato lungo. Zé Pedro è partito dalle giovanili del Guimarães, la squadra della sua città, per arrivare alla prima squadra del Porto, passando attraverso diverse esperienze nelle categorie inferiori. Nel suo curriculum ci sono anche cinque presenze in Europa League, mentre manca ancora la convocazione con il Portogallo.

Sul possibile approdo in Nazionale osserva:

«La Nazionale, nel mio caso quella portoghese, è di sicuro un punto di arrivo per un giovane calciatore professionista».

Quanto al futuro del Cagliari, il messaggio conclusivo resta coerente con la linea scelta dallo spogliatoio:

«Tutti vogliamo crescere, ma teniamo i piedi ben piantati a terra. Siamo realisti, pur sperando di ottenere i risultati migliori per il club e i suoi tifosi».