Lecce, Di Francesco: "Pisa? Non esistono partite facili. Dobbiamo tornare a fare punti importanti"

Lecce, Di Francesco: "Pisa? Non esistono partite facili. Dobbiamo tornare a fare punti importanti"
Oggi alle 13:15Ex rossoblù
di Giorgia Zuddas

L'ex tecnico del Cagliari, Eusebio Di Francesco, oggi allenatore del Lecce, ha parlato ai canali ufficiali del club salentino in vista della sfida contro il Pisa, valida per la 35a giornata di Serie A: "Non esistono partite facili, siamo venuti a Verona per fare tre punti ma abbiamo trovato contro una squadra che aveva messo in difficoltà anche altre. Nonostante il sopravvento del secondo tempo non siamo riusciti a segnare. Ok il vantaggio, ma dalla prossima dobbiamo tornare a fare punti importanti".

Ci sono dei dubbi di formazione?
“Quelli ci sono sempre. La linea difensiva a Verona ha lavorato molto bene anche senza Tiago Gabriel, che sta facendo un campionato straordinario, e spero che anche Jean possa dare il suo contributo, anche sui piazzati. Valuterò alla fine la miglior formazione iniziale, ma avere dei centrali a disposizione crea soluzioni importanti anche senza Gaspar e di questo sono felice”.

Sta rientrando anche Camarda
“Francesco si è allenato poco dopo i 4 mesi di infortunio, ma si è presentato come piace a me, con la testa sbarazzina e libera. Può essere un vantaggio per noi nel finale di stagione, dandoci qualcosa in più per i gol che fatichiamo un po’ a trovare. Può essere importante sia dall’inizio che a partita in corso”.

La situazione dell'infermeria com’è?
“Non ci sono stati grandi problemi sul piano fisico, abbiamo recuperato le energie, anche quelle mentali. Affrontiamo una squadra tipo il Verona, il Pisa ha avuto occasioni importanti per vincere sia col Genoa che a Parma. Diventa importante poter avere tutti a disposizione, l’unico in dubbio è Pierotti: domani, prima della gara, valuterò le sue condizioni. Ad oggi non si è ancora allenato con la squadra”.

Fisicamente a che punto siete?
“Nelle ultime gare stiamo venendo fuori alla distanza, può essere anche che la squadra regga meglio e superi l’avversario fisicamente nei finali. Però vorrei smettere di usare il discorso mentale, rischia di essere un alibi e i ragazzi devono liberarsene. Bisogna impattare da subito e provare a portare avanti un certo tipo di partita per 95 minuti: in una partita però sei sia incudine che martello, devi essere quest’ultimo per il maggior tempo possibile”.

Avrete tanti tifosi al vostro seguito
“Purtroppo questa annata non ha permesso di avere sempre vicino a noi la curva, qualche trasferta non era libera. Sono convinto che il loro calore e la loro forza saranno molto importanti per noi. Mi auguro ci trascinino, ma anche noi dobbiamo farlo con loro”.