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Un mirto con... Carlo Cornacchia: "Cagliari, altri quattro punti - da raccogliere magari con Udinese e Torino - e sarai definitivamente salvo. Quella rossoblù è una squadra da combattimento: l'anno prossimo non snaturerei il suo DNA"

Un mirto con... Carlo Cornacchia: "Cagliari, altri quattro punti - da raccogliere magari con Udinese e Torino - e sarai definitivamente salvo. Quella rossoblù è una squadra da combattimento: l'anno prossimo non snaturerei il suo DNA"
Oggi alle 01:28Un mirto con...
di Matteo Bordiga

L’ex difensore del Cagliari - attualmente allenatore - Carlo Cornacchia, intervistato da Tuttocagliari.net, esamina la stagione fin qui vissuta dall’undici di Fabio Pisacane. E sostiene con forza che il tecnico rossoblù meriti la riconferma, “in virtù dell’ottimo lavoro svolto con una squadra che è stata costruita senza fare spese folli”.

Carlo, la vittoria con l’Atalanta consente ormai ai tifosi cagliaritani di dormire sonni tranquilli in ottica salvezza?

“Non si dormono mai sonni tranquilli finché la matematica non dà la certezza. Questo è un concetto che vale per il calcio così come per tutti gli altri sport praticati a livello agonistico. Insomma, il Cagliari non può ancora festeggiare, ma io credo che quattro punti nelle prossime quattro partite possano valere la salvezza al cento per cento. E immagino che possano arrivare soprattutto nelle gare interne contro Udinese e Torino, anche se friulani e granata sono avversari insidiosi ai quali occorre prestare la massima attenzione.”

Secondo lei Pisacane si è guadagnato la riconferma sulla panchina isolana o, al contrario, il prossimo anno sarebbe meglio cambiare condottiero?

“A mio giudizio Pisacane si è meritato sul campo la riconferma, guidando ottimamente un Cagliari che non è stato costruito spendendo certo cifre astronomiche, ma facendo leva su diversi prestiti, peraltro azzeccatissimi. Il tecnico napoletano ha assemblato una compagine omogenea, a cui ha saputo dare una buona identità di gioco. E poi non dimentichiamoci che ci sono anche gli avversari, i quali talvolta ti costringono a giocare male. Se in certi frangenti della partita gli altri si dimostrano più bravi di te c’è poco da fare: finisci per soccombere al loro calcio. Questo vale anche per le squadre di pari livello e per le dirette concorrenti nella lotta per la salvezza. Poi è ovvio che se confrontiamo il livello di PSG-Bayern di Champions League con quello - nettamente più basso - delle formazioni che stazionano a metà classifica in serie A ci troviamo a dover fare diverse riflessioni. Tedeschi e francesi ci appariranno come marziani. E fa una certa impressione pensare che alcune squadre affrontate dal Cagliari hanno preso parte allo stesso torneo in cui giocano questi fuoriclasse assoluti.”

In proiezione futura quale reparto del Cagliari andrebbe prioritariamente rinforzato sul mercato? Forse il centrocampo, che a parte Gaetano manca di uomini di qualità e di spessore tecnico?

“In realtà direi di no. A gennaio è andato via Prati, che è un regista di palleggio. Di conseguenza Gaetano, il quale nasce trequartista, è stato spostato in cabina di regia, il che comporta anche lo svolgimento di tanti compiti prettamente difensivi. Il punto è che se a centrocampo prendi qualche altro palleggiatore abile tecnicamente e qualche mezzala di qualità, beh dietro e davanti devi avere elementi che parlino la loro stessa lingua. Detto in altri termini, nel caso del Cagliari servirebbe cambiare completamente la mentalità di gioco e le caratteristiche dei calciatori. Quella rossoblù è una squadra da combattimento, votata alla lotta, alla corsa e al sacrificio. Meglio dunque continuare su questa base consolidata piuttosto che stravolgere totalmente il DNA del club isolano.”