Oliveira: "Per il Cagliari la salvezza è uno Scudetto. Devono continuare a dimostrare di arrivare all'obiettivo più importante"

Oliveira: "Per il Cagliari la salvezza è uno Scudetto. Devono continuare a dimostrare di arrivare all'obiettivo più importante"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 18:30Ex rossoblù
di Maria Laura Scifo

Il giornalista Angelo Maurizio Tortora ideatore e conduttore di "El Diez no fue evasor", ha intervistato Lulù Oliveira, ex Cagliari, per il suo programma sportivo

Che cosa le ha lasciato dal punto di vista umano e professionale l'esperienza in maglia rossoblù ed essere ricordato da questo popolo? "Sono soddisfatto di quello che ho fatto e soprattutto a Cagliari nel 92 ho trovato persone che mi hanno aiutato a crescere. Ho avuto un allenatore un po' esigente su certe cose e devo ringraziare i miei compagni di squadra. Grazie a loro sono diventato quello che sono, con tutto quello che ho fatto e cioè arrivare in cima non è stato semplice, ho messo sempre impegno in ogni match, la mia umiltà da quando andai via dal Brasile e da sempre apprezzata dai cagliaritani. Per me questo ha un significato importante, di solito quando si diventa famosi si ci esalta e invece io mai fatto".

Quali sono, secondo lei, i principali punti di forza di questo Cagliari e quali aspetti devono essere migliorati? "Il punto di forza del Cagliari è il gruppo, quella è la cosa fondamentale. Questa squadra sta facendo bene, a parte  nell'ultima che ha preso una bastonata. Forse si stava volando troppo alto, ma è importante crederci e sognare. quando voli troppo in alto ti vedono come un eroe, quando cominci a subire sconfitte come ieri la gente inizia ad avere qualche dubbio".

In una stagione lunga e complicata, quanto conta la personalità dei giocatori nei momenti di difficoltà? "In una lunga ed estenuante annata conta molto la personalità dei ragazzi. La voglia dell'allenatore, della società, è facile quando le cose vanno bene, nelle difficoltà col lavoro e lottando ogni domenica la gente ti ammira, la cosiddetta maglia sudata".

C'è un giocatore dell'attuale Cagliari che, per caratteristiche tecniche e potenzialità, la incuriosisce particolarmente? "Il calcio è cambiato tanto, tecnica potenzialità. Non c'è più quel giocatore che può fare la differenza uno contro uno. Non c'è più la fiducia nei propri mezzi. Si gioca tantissimo dai portieri che per me è negativo. Perché se tu sei a centrocampo e hai campo per trovare una soluzione perché tornare indietro? Così dai possibilità agli avversari di pressare e trovare spazio, perché una volta che conquista la sfera sei più vicino alla porta".

Secondo lei, il Cagliari può ambire a una posizione più stabile nella parte centrale della classifica oppure deve continuare a concentrarsi principalmente sulla salvezza? "Per il Cagliari la salvezza è uno Scudetto. Devono continuare a dimostrare di arrivare all'obiettivo più importante. La società deve inculcare nella testa a una squadra di provincia: noi vogliamo la salvezza. Ma se tu dai un obiettivo più importante di alzare l'asticella la musica cambia. Gli stimoli aumentano per raggiungere un qualcosa di inaspettato".