Pancaro avvisa il Cagliari: “Salvezza ancora lontana, serve attenzione”

Pancaro avvisa il Cagliari: “Salvezza ancora lontana, serve attenzione”TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 21:15Ex rossoblù
di Vittorio Arba

Giuseppe Pancaro, ex esterno del Cagliari e della Lazio, ha ripercorso alcune tappe chiave della sua carriera sulle pagine di Domus Rossoblù, tornando anche sul celebre gol segnato all’Inter nella semifinale d’andata di Coppa Uefa 1994. L’ex rossoblù ha poi commentato l’attualità in vista di Cagliari-Lazio, invitando a mantenere alta l’attenzione sul traguardo salvezza: “non è stato fatto ancora nulla”, il suo avvertimento.

Partiamo proprio da quella rete: il gol all’Inter nella semifinale d’andata di Coppa Uefa 1994. Che ricordo hai?
È un ricordo che porto ancora nel cuore: un’emozione enorme, la mia prima rete in rossoblù. Mi è rimasta impressa anche la festa in città.

Eppure nei primi due anni trovasti poco spazio. Perché?
All’inizio ero partito bene, poi nel mio ruolo si impose Pusceddu, che in quel momento era più forte. Probabilmente non fui bravo io a gestire la concorrenza.

Cosa successe dopo, quando sembrava potessi andare via?
Quando il Cagliari decise di mandarmi in prestito arrivò Tabárez. Dopo un’amichevole a Olbia, mi vide e mise un veto alla mia cessione. È stato un passaggio importante, non solo per restare in Sardegna, ma per la mia carriera.

Da dove nasce il soprannome “Pippo”?
Me lo diede Oliveira.

Nel 1997 arrivò la chiamata della Lazio: fu difficile lasciare l’Isola?
Sì, molto. Ripenso ai cinque anni in Sardegna con grande affetto: furono indimenticabili. Andare via fu una scelta complicata, però la vissi come un’opportunità professionale. Sarò sempre grato al Cagliari: mi ha fatto esordire in A e mi ha preparato per una grande squadra come la Lazio.

Che Lazio era quella?
Una squadra piena di campioni. Me ne accorsi subito dal primo giorno di ritiro: era giovane, costruita per aprire un ciclo e vincere.

Il ricordo indelebile della tua carriera?
Lo scudetto con la Lazio.

Hai avuto tanti allenatori importanti: quale ti ha segnato di più?
Sono stato fortunato: ho lavorato con tecnici di altissimo livello e ognuno mi ha lasciato qualcosa, sia come giocatore sia come uomo. Sono legato a tutti.

Oggi, da allenatore, ti rivedi in qualcuno di loro?
Magari. Hanno scritto la storia di questo sport. Credo però che ogni allenatore debba trovare la propria strada: la lezione più grande è essere il più autentico possibile con i giocatori.

C’è un giocatore di oggi che “assomiglia” a Pancaro?
Per caratteristiche mi viene in mente Spinazzola: diverso, meno difensivo di come ero io, ma può ricordare quel tipo di giocatore.

Veniamo a Cagliari-Lazio: cosa ti aspetti?
La Lazio non sta vivendo un gran momento, c’è confusione e arriva da una sconfitta: anche la classifica è sotto le aspettative. Il Cagliari arriva da un ko pesante col Lecce, però fin qui il bilancio resta positivo.

La salvezza, però, è ancora lontana.
Esatto: non è stato fatto ancora nulla. Pisacane, pur essendo esordiente, sta mostrando intelligenza ed equilibrio, ma bisogna tenerlo a mente e cercare di salvarsi il prima possibile per vivere un finale di stagione più sereno rispetto agli ultimi anni.