Andamento lento
Un tornado s'era abbattuto sul campionato alla ripresa delle ostilità dopo la pausa natalizia. Nelle prime sette partite giocate nel 2009, il Cagliari aveva cannibalizzato le avversarie con la (sfortunata) eccezione dell'Atalanta, riuscita ad espugnare il Sant'Elia grazie all'ingenuità di Lopez (espulso sul finire di primo tempo) e alla sfortuna di Canini (autore della beffarda deviazione sul tiro di Cigarini). Sette match, cinque vittorie, un pareggio (contro l'Inter a San Siro) e la sconfitta contro gli orobici. Poi, dopo la vittoria su Lecce, sono arrivati la sconfitta contro il Milan e due insipidi pareggi contro Torino e Chievo Verona. Più che il ko di San Siro, del tutto immeritato, a far riflettere sono le partite contro granata e clivensi. Partite disputate a corrente alternata, con impeti d'orgoglio e preoccupanti pause.
Che il Cagliari debordante visto contro Lazio e Juventus agli "Olimpico" di Roma e Torino fosse davvero di un altro pianeta era facile prevederlo. La squadra di Allegri ha impostato in maniera evidente il richiamo di preparazione invernale per bruciare le avversarie alla ripresa del campionato: e così è stato, con un rendimento che ha proiettato Conti e compagni nel gotha pallonaro italiano. Dal turbo al piccolo trotto il passo è breve. Illuminante la partita di ieri: nel primo tempo la formazione di Allegri ha spinto sull'acceleratore, evidenziato una palese superiorità su un Chievo a dir poco spaesato di fronte all'organizzazione di gioco rossoblù. Matri, Pisano e Cossu hanno più volte messo alle strette una difesa gialloblù che ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per non far correre eccessivi rischi a Sorrentino. Al riposo il Cagliari è andato dopo aver ampiamente legittimato, insomma, il proprio vantaggio.
Canovaccio ribaltato nella ripresa. Una squadra appagata, svogliata e poco lucida ha sbandato sotto i colpi del Chievo, che ha più volte affondato il colpo con troppa facilità. Agostini e Bianco sulle fasce sono stati puntualmente saltati da Langella e Colucci, mentre Makinwa ha letteralmente travolto un provato Canini: a centrocampo Parola e Conti non hanno offerto la copertura necessaria, costretti più volte ad arginare fallosamente le folate offensive degli attaccanti clivensi. Occasioni per riprendere in mano il match: zero. Come già capitato contro l'Atalanta, il Cagliari è letteralmente sparito dal campo dopo il gol avversario. Una trasfigurazione che Allegri dovrà in qualche maniera analizzare e correggere se l'obiettivo rimane effettivamente quel sesto posto che vale l'Europa. Frena il Genoa, rallenta la Roma, ma accelerano Lazio e Palermo che rispettivamente supera e aggancia il Cagliari. E sabato al Sant'Elia arriva proprio la squadra rossoblù di Gasperini: l'occasione è ghiotta per accorciare sul quinto posto e riprendere una corsa interrotta troppo bruscamente tre settimane fa.
