Cagliari da battaglia, ora c’è da riconquistare il Sant’Elia
Il pomeriggio dei ritorni, ma anche delle prime volte. Il ritorno alla vittoria (3-1) del Cagliari, a Palermo, poco più di un mese dall’ultima volta. Sempre in trasferta, come a Crotone il 26 febbraio, e ancora in rimonta. Tre punti che consentono ai rossoblu, a otto giornate al termine del campionato, di salire al tredicesimo posto in classifica con 35 punti, -5 dai 40 e +21 dalla terzultima, il Crotone. E c’è pure quello del gol, che mancava da 228’, dal 5 marzo contro l’Inter. Le prime volte, invece, sono quelle di Ionita e Han: il moldavo si è regalato il primo e il secondo gol con il Cagliari, sancendo il definitivo ritorno ai massimi livelli; il diciottenne ha esordito tra i “grandi”, diventando il primo nordcoreano a giocare in serie A.
LE GARANZIE. Quelle che dà il 4-3-2-1, intuizione di Massimo Rastelli, scelto per la terza partita consecutiva. E che finalmente, dopo una sconfitta e un pareggio, ha consegnato un successo. Non c’è da meravigliarsi che a Palermo, in una sfida difficile in partenza, ancor di più dopo lo svantaggio, siano arrivate delle conferme: ormai, i meccanismi sono ben oliati. Sono stati trovati i giusti equilibri tra i reparti, che ora si muovono in sintonia. Dal punto di vista mentale è stato fatto un importante passo in avanti: la gestione dei vari momenti del match non sembra essere più un problema, anche se ora si va a caccia di conferme nell’ultimo scorcio di stagione. Ci sono poi la sicurezza di Rafael, la compattezza difensiva con Isla, Pisacane, Bruno Alves e Murru; e ancora, a centrocampo (privo di Barella e Dessena), l’affidabilità e il buon palleggio di Padoin, Tachtsidis e Ionita, mentre Joao Pedro e Sau corrono avanti e indietro, fornendo un’altra prova di abnegazione e sacrificio, oltre a dare una mano a Borriello. L’attaccante conosce la porta come le sue tasche: col sigillo di ieri, quello del momentaneo 2-1, è salito a quota 17 stagionali, 13 in campionato.
VERSATILITÀ. Ce l’hanno, e l’hanno dimostrato al “Renzo Barbera”, Tachtsidis, Ionita, Joao Pedro e Sau. Il greco, tanto criticato per i piedi non troppo raffinati, ha smentito tutti: assist da calcio d’angolo per l’1-1, l’azione del raddoppio è nata da una sua giocata e da suoi piedi sono partite altre geometrie. Il lavoro di interdizione è passato, almeno per una domenica, in secondo piano. Il moldavo, come il compagno di reparto, è un tutto polmoni ed ha dimostrato di sapere andare a segno, oltre a mordere le caviglie degli avversari. Su, giù, su e giù, fino all’esaurimento. E Joao Pedro e Sau, da diverse partite, ci hanno abituati a queste figure: non c’è solo il gol nel DNA di entrambi, ma anche quello di porgere la mano al compagno in difficoltà, senza risparmiarsi mai.
OPERAZIONE SANT’ELIA. La tana del Cagliari, da quattro sfide a questa parte, non è più invalicabile: ci hanno vinto la Juventus (2-0) e l’Inter (5-1), mentre hanno raccolto un punto il Bologna (1-1) e la Lazio (0-0). Il trend è cambiato in positivo in trasferta, ma in negativo tra le mura amiche. L’ultima vittoria è datata 15 gennaio, tre mesi fa, contro il Genoa: quel pomeriggio, alle 12.30, rossoblu spumeggianti e 4-1 servito. Dopodiché, rari sorrisi. Ora, però, c’è la possibilità di rifarsi: domenica, alle 15, la formazione di Massimo Rastelli ospiterà il Torino; mentre una settimana dopo, stessa ora, in Sardegna sbarcherà il Chievo Verona. Cagliari, ora c’è da far tremare il Sant’Elia.
