Non è tempo dei regali
Domenica scorsa abbiamo elogiato Massimo Rastelli ed il suo Cagliari capaci con una prestazione gagliarda di sbaragliare un Palermo agguerrito e vogliono di punti. Non solo: abbiamo altresi' sottolineato un certo equilibrio associato ad una certa maturità che il tecnico aveva trovato nella gestione del modulo e dell'incontro. Purtroppo, però, nella gara di ieri pomeriggio contro il Torino le caratteristiche negative che hanno condizionato la stagione rossoblu sono subito riemerse. Il nodo cruciale è stato il minuto 33: il Toro trova il goal del pareggio con Ljajic, Borriello sente tirare dietro la coscia e chiede il cambio. Avendo a disposizione due punte, Farias (seppur appena rientrato dall'infortunio) e Han, il tecnico di Torre del Greco ha optato per Faragò, un centrocampista, con Ionita che veniva avanzato sulla trequarti al fianco di Joao Pedro. Un regalo pasquale che l'avversario non si aspettava di ricevere e che ha impiegato solo sei minuti per esprimere la sua gratitudine. Il Cagliari non è più riuscito a portare seri pericoli alla porta di Hart, che in un occasione ha pure messo del suo per concedere ai rossoblu l'opportunità di andare in rete.
Il povero Sau, encomiabile la sua abnegazione, è risultato, come spesso accaduto quest'anno, troppo isolato e per i centrali granata è stato un gioco da ragazzi avere la meglio su di lui. Assodato oramai che il Cagliari possiede una mera fragilità mentale, ieri si è pure evinta una sorta di Borriello-dipendenza. Senza l'attaccante partenopeo di rado i rossoblu riescono a diventare pericolosi. Se a ciò pure associamo la capacità di "regalare" le partite all'avversario comprendiamo quanto ancora questa squadra, allenatore in primis, abbiano necessità assoluta di lavoro e soprattutto maturità. Questo campionato potremo a breve metterlo in archivio con alcune cose buone fatte, come pure meno buone, ma seppur la salvezza sia stata conquistata con largo anticipo, ci sono ancora partite da onorare. Sabato arriverà il Chievo, occasione per i rossoblu per levare dal Sant'Elia, dove non vincono da gennaio, la pessima etichetta di "terra di conquista".
